I benefici dell'osteopatia dopo il parto cesareo

postato il 19·02·2024 in

Negli anni ho assistito molte pazienti con dolore cronico lombare. Dopo le opportune valutazioni cliniche deducevo che il problema era frequentemente scaturito dal parto cesareo. Questa tecnica salvavita può lasciare più di qualche strascico. Le conseguenze meccaniche del parto cesareo sono ramificate e non di facile intuizione. Il parto cesareo può essere connesso alla ptosi degli organi addominali, incontinenza vescicale, debolezza perineale, frequenti e ripetuti colpi della strega. In molti casi questi sintomi possono essere concomitanti ma con i giusti accorgimenti si possono risolvere in via definitiva. L'osteopatia può essere lo strumento giusto per alleviare e rimuovere le conseguenze indesiderate del parto cesareo. In questo articolo proverò a rispondere ai tuoi interrogativi con i dati scientifici alla mano ricordandoti che si ha sempre l'opportunità di migliorare il proprio stato di salute e godere appieno di un momento così importante come la nascita di un figlio.

Una scoperta italiana... forse troppo apprezzata dagli italiani!

Il parto cesareo è un intervento salvavita, ideato da un medico italiano Edoardo Porro ai fini dell'800. All'epoca dei romani c'era un'elevata mortalità tra le partorienti, ad esse veniva applicato un taglio addominale per portare alla luce il neonato ancora in vita. Porro riprese questo metodo antico nelle partorienti in emergenza così da preservarne la vita e da ridurne la mortalità al 20%.

Questa tecnica, come accade per tutte le grandi invenzioni, negli anni ha subito delle evoluzioni e delle distorsioni. Attualmente l'Italia è la nazione che adopera maggiormente questa metodica e la Campania fino a 20 anni fa deteneva il record: un parto su due era un cesareo. Ultimamente le percentuali si sono abbassate a circa il 30% , ma sono comunque superiori alle indicazioni fornite dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)(1).

 

Il cesareo, aderenze e dolore lombare cronico

In molti casi il cesareo è la tecnica d'elezione per un parto, ma anche se  perfettamente eseguito può lasciare strascichi nelle partorienti nel medio-lungo termine.

Il taglio, seppur mininvasivo (come viene fatto oggi), interrompe la trama dei tessuti cutanei, muscolari e organici alterandone la fisiologia. L'incisione rompe l'equilibrio pressorio intrauterino, da cui deriva una precoce ossidazione dei tessuti con conseguente fibrosi e formazioni aderenziali. La sostituzione di tessuto muscolare con quello fibrotico riduce la capacità contenitiva dell'addome portando una tensione riflessa muscolare con uno stato di contrattura e dolore lombare cronico(2)

 

Tunnel carpale, ptosi e prolassi hanno una causa comune: il diaframma

La rapida depressurizzazione associata al prelievo del neonato genera un effetto sottovuoto che in alcuni casi può sviluppare la ptosi (discesa) di alcuni organi intraddominali, trazionando indirettamente anche il diaframma. In questi casi la concomitante debolezza dell'addome genera un respiro paradosso coinvolgendo la muscolatura respiratoria accessoria, localizzata a livello cervicale, comprimendo il plesso brachiale. Molto spesso, infatti, le neomamme cominciano a manifestare delle cervico-brachialgie bilaterali 2-3 mesi dopo il parto che vengono erroneamente diagnosticate come tunnel carpale. Si può comprendere bene il motivo di questi sintomi, quindi, che nulla hanno a che vedere con la posizione dell'allattamento o del peso del piccolo. 

L'osteopatia: un valido alleato del parto cesareo

In tutte le disfunzioni summenzionate l'osteopatia può intervenire efficacemente. Come riportano, ad esempio, gli studi della Dott.ssa Hastings(3), il trattamento manipolativo osteopatico (OMT) è utile nella gestione e riduzione dei dolori post-parto. La Dott.ssa Liedler(2), invece, si sofferma su quanto sia indispensabile trattare manualmente la cicatrice attraverso delle tecniche fasciali osteopatiche per ridurre notevolmente l'incidenza del dolore lombare cronico.   

 

Dopo quanto tempo è possibile vedere un osteopata?

Dopo il parto cesareo è consigliabile rivolgersi all'osteopata dopo 3 mesi circa dall'intervento, in attesa che si siano stabilizzati e consolidati i tessuti cicatriziali. Nei casi di dolore acuto è comunque possibile contattare l'osteopata che sceglierà delle tecniche specifiche per poter intervenire bypassando efficacemente la problematica cicatriziale.

 

L'osteopatia cambia nel post-parto naturale e cesareo?

A parte l'intervento e l'attenzione rivolta alla cicatrice, l'approccio osteopatico sostanzialmente è identico nel post-parto naturale e cesareo. Entrambi sono rischiosi e possono sviluppare disfunzioni strutturali che l'osteopata ha il compito di valutare e trattare attraverso tecniche correttive manuali. 

Quali accorgimenti assumere dopo il parto?

Bisogna prestare molta attenzione alla cicatrice e non adoperare eccessive trazioni su di essa ed è quindi fondamentale stare attenti a come ci si alza dal letto. Bisogna assolutamente evitare di alzarsi frontalmente per evitare diastasi addominali (e questo consiglio è valido anche durante la gravidanza) e la strategia migliore è disporsi sul fianco e lasciando cadere le gambe dal letto darsi una spinta con il braccio. 

Una volta rimossi i punti del cesareo è opportuno riprendere il tono dell'addome in maniera attenta e oculata. Un esercizio importante è il Dead Bug che permette di stimolare neurologicamente i muscoli addominali senza stressare eccessivamente i lembi cicatriziali. Come si può evincere da questo articolo, una ripresa corretta del tono addominale riduce il dolore lombare e le conseguenze di natura respiratoria.

Spesso per ovviare a questo problema si prescrive l'utilizzo costante della panciera. Questa metodologia può essere utile se utilizzata con raziocinio e senza eccedere. L'utilizzo costante di questo supporto inibisce la rapida ripresa del tono dell'addome rallentando i fisiologici meccanismi di recupero. Conviene utilizzarla quando ci sono ancora i punti cicatriziali e solo per poche ore (es. quando per necessità si devono trascorrere molte ore in piedi). Dopo averla indossata per alcune ore non bisogna rimuoverla mai in stazione eretta, ma è necessario stendersi e sfilarla con calma. 

 

Si può partorire naturalmente dopo un cesareo?

Fino a qualche tempo fa si sconsigliava di partorire naturalmente dopo un cesareo mentre oggi è proprio l'OMS a suggerirlo. Questa metodologia viene indicata col nome inglese VBAC (Vaginal Birth After Caesarean) e può essere esguita solo rispettando le linee guida indicate dal Ministero della Salute(4), quali, ad esempio:

  • che sia passato almeno un anno dal cesareo;
  • che il ricovero deve essere fatto in una struttura ospedaliera che abbia la terapia intensiva;
  • che non ci siano state particolari complicazioni durante la gravidanza.


Bibliografia e riferimenti

  1. Statistiche 2020 - https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2020/09/23/sono-in-calo-ma-ancora-troppi-i-cesarei-328-dei-parti_7f3bbe40-2dc4-4cf7-b908-6ed3fd072fa2.html#:~:text=Scende%20ma%20resta%20alto%2C%20intorno,%2C6%25%20tra%20le%20straniere.
  2. Studio sulle Influenze cicatrice e aderenze sul dolore cronico lombare della Dott.ssa Liedler - https://european-journal-of-osteopathic-research.com/v1/n1/influence-of-postoperative-adhesions-after-caesarean-section-on-chronic-lower-back-pain/
  3. Studio sull'efficacia dell'OMT nel post partum della Dott.ssa Hastings - https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27455099/
  4. Linee guida Ministeriali del VBAC - https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1330_allegato.pdf
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