Scelte

postato il 24·07·2022 in

Nei primi anni della mia infanzia fino ai nove anni ho sempre avuto difficoltà ad inserirmi in un gruppo. Probabilmente ero lagnoso o poco convenzionale, ma di fatto anche se una miriade di bambini organizzava una partita sulla spiaggia tendeva a non coinvolgermi.

C’era una volta un ragazzo chiamato Pazzo e diceva sto meglio in un pozzo che su un piedistallo (Morgan - Altrove)

Sentirsi esclusi era umiliante. Poi cominciai la scuola calcio ed ero tra i più forti del mio anno. Quando organizzavano la partita o i tornei di allenamento ero dei bambini che formavano le squadre. A turno sceglievamo i componenti della propria squadra e tutti facevano a gara ad accaparrarsi i più forti disponibili, mentre io sceglievo tutti quelli che non sarebbero mai stati scelti. Quando pronunciavo il loro nome per primi vedevo i loro occhi cambiare e sorridere ed io ero contetissimo. 

La scuola calcio organizzò una squadra seleziondo i più forti del mio anno. Naturalmente rientravo nelle loro scelte ma decisi di non accettare poichè avrei abbandonato i miei compagni. Dopo un anno alcuni di quei miei compagni divennero bravi a tal punto da essere chiamati nella selezione e non solo accettarono ma si colaizzarono con i nuovi componenti della squadra schernendomi. Non capivo il perchè, questo atteggiamento mi destava tanti punti interrogativi. 

Guardandomi indietro posso dedurre che anche nella mia vita extracalcistica il mio comportamento fosse simile. Cambiando contesto, passando gli anni e rapportandomi a persone sempre diverse credevo di aver trovato una strategia più efficace di fronte all'esclusione. Attingendo nell'orda degli esclusi speravo di trovare i miei simili a cui bastava semplicemente dare un'opportunità per rivelare la propria natura fantastica. Sarebbe stato magnifico per me, anche se si sarebbe rivelato alla lunga solo una magnifica illusione.

La mente umana è sempre la stessa: meccanica e ripetitiva. Se c'era da cambiare qualcosa era solo dentro di me. Affidavo agli altri la felicità del mio Piccolo Me e tutto dipendeva da quanto potessi essere accettato dagli altri. Dopo aver compreso questo meccanismo sono riuscito a compiere un passo importante, uscendo dalla faziosità della Scelta, ho lasciato l'opportunità al Tempo di indicarmi i compagni di viaggio. Ognuno di noi è una preziosa risorsa da cui possiamo attingere incredibili esperienze.

Dopo i fiori piantati, quelli raccolti, quelli regalati, quelli appassiti, ho deciso di perdermi nel mondo anche se sprofondo lascio che le cose mi portino Altrove (Morgan, Altrove)

 

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