Osteopatia Somato Emozionale

postato il 25·09·2018 in

Verso la fine degli anni ‘70 un osteopata americano, J.E. Upledger, dopo numerose ricerche ideò un particolare approccio osteopatico a cui diede il nome di rilassamento somato emozionale

Le strutture fasciali del paziente esprimeranno un insieme di sintomi tra cui, molto spesso, il dolore. Attraverso il processo del rilassamento somato-emozionale, è possibile intervenire su questi tessuti tramite opportune induzioni tattili supportate a volte da induzioni verbali, liberandoli dalle ritenzioni emotive in essi contenuti. Nel momento in cui avviene questa liberazione si ottiene un forte rilassamento tissutale e la comparsa di ricordi dettagliati dell’evento traumatico, dando così la possibilità al soggetto di metabolizzarlo coscientemente.

Ogni trauma psichico o fisico viene assorbito da specifiche aree del corpo, nelle quali viene poi trattenuto grazie alla capacità di memorizzazione intrinseca che posseggono tutti i tessuti. (J.E. Upledger)

Per Upledger il rilassamento somato-emozionale è una metodica in continua evoluzione grazie alle nuove conoscenze acquisite dagli operatori. Infatti, osteopati di tutto il mondo, che utilizzano e hanno utilizzato questo approccio, lo hanno arricchito con le loro conoscenze, dando vita a svariate metodiche che oggi vengono racchiuse sotto il nome di Osteopatia Somato Emozionale. Questo approccio fa parte della Terapia Cranio Sacrale ed agisce sulle restrizioni che possono avere origini emotive.

Durante la terapia somato-emozionale il terapista localizza nodi con contenuti emotivi e tramite la percezione del ritmo cranio sacrale riesce ad avere un riscontro immediato circa la liberazione della memoria emozionale. I movimenti, il dialogo terapeutico e le immagini rievocate permettono al terapista di attingere alle disfunzioni allocate nell'inconscio e nella struttura del paziente e di fornire le indicazioni sull'avvenuto rilascio. 

La terapia somato-emozionale viene applicata ogni qualvolta il terapista localizza una contrazione, o nodo strutturale, che possiede un contenuto emotivo. Un nodo emotivo si instaura dopo l'insorgenza di eventi traumatici che possono verificarsi nella primissima infanzia (alcune volte anche nel periodo intrauterino) o eventi traumatici più recenti. Per eventi traumatici vengono intesi tutti gli interventi sulla sfera emotiva che, per via della loro rapidità di insorgenza o per la loro grande mole traumatica, l’individuo non ha saputo elaborare nel modo adatto oppure sono stati repressi dalla mente conscia e depositati nell'incoscio. Questi nodi possono, dopo qualche tempo, provocare schemi comportamentali e convinzioni basilari inadatte. Inoltre. i nodi sono strettamente connessi all'insorgenza di dolori cronici, sulle linee di tensioni provocati da essi, e a posture che favoriscono l'insorgenza di ulteriori dolori dati da contrazioni muscolari di regioni anche lontane dai nodi.

Di seguito riportati alcuni sintomi collegati a condizioni traumatiche represse:

  • Dolori cronici del collo (cervicale) e della schiena
  • Problemi dovuti allo stress e alla tensione
  • Disturbi da stress post-traumatico
  • Disturbi di coordinazione motorie
  • Emicrania e mal di testa cronico
  • Disturbi del sistema nervoso
  • Difficoltà di apprendimento
  • Stanchezza cronica
  • Difficoltà emotive

 

Foto di Ron Lach da Pexels

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