Alessandro Liambo oltre il pregiudizio

postato il 20·04·2022 in

Un misto di dubbi e curiosità mi assalivano prima di conoscere dodici anni fa Alessandro. Volevo arrivare all'incontro preparatissimo e mi documentai sulla letteratura scientifica dell'epoca ma purtroppo riportava poche cose e nulla di certo. Consigliavano però di prepararsi bene dal punto di vista relazionale poiché i bimbi come lui non amano il contatto fisico, possono avere degli atteggiamenti violenti e vivono in un mondo tutto loro. Io, chiuso ancora nella mia comfort zone fatta di studi e convinzioni, non mi ero reso conto che erano cinque minuti che conoscevo Alessandro e stavamo già giocando insieme sul divano. Un biondino smilzo che con fare regale ti introduceva pian piano nel suo piccolo mondo fatto di cartoni animati e grandi sorrisi. Caratterialmente preciso e molto autocritico, sin dalla tenera età di 6 anni, difficilmente avrebbe mai fatto qualcosa per farti cambiare idea su di lui. Se lo ami lo accetti com'è, forse questa è la mia più grande assonanza con lui.

Secondo la psicologa Linda Blair ci vogliono sette secondi per esprimere un giudizio su una persona appena conosciuta. Alessandro ne vive due in maniera ricorrente: Stupido e Malato. Solo perché ha dei limiti comunicativi importanti gli interlocutori sminuiscono il suo potenziale credendo che non sia in grado nemmeno di comprendere. Ciò che lo destabilizza maggiormente è l'occhio di chi lo vede come un malato, come se ci fosse un'estenuante lotta intestina tra Don Chisciotte e mulini a vento nel suo corpo e nella sua mente. Quest'approccio compassionevole credo sia la cosa che lo irriti di più perché è come se non venisse visto mai com'è, ma sempre come sarebbe dovuto essere. Einstein pensava che fosse più semplice spezzare un atomo che un pregiudizio e credo che Alessandro sia fondamentalmente d'accordo con questa teoria. Anche se non lo seguo osteopaticamente da tempo assisto comunque alla sua crescita e negli ultimi anni è riuscito a trovare insieme all'educatrice Fiorella una strada impensabile (attraverso il tablet) per la comunicazione con la quale si sta togliendo le prime grandi soddisfazioni. Da qui si è aperto un mondo... anzi il mondo di Alessandro. Quando alle scuole elementari gli chiesero di descrivere uno strumento musicale lui rispose così:

Il pianoforte suona le parole che non dico.

Conoscendolo da un po' credo che Alessandro non sia altro che lo specchio dei nostri limiti. Appena siamo pronti a ridiscuterli lui non esiterà a sbalordirci. Quando di recente alle scuole superiori gli hanno chiesto di parlare della disabilità ha risposto brevemente così:

Se ci guardiamo dentro siamo tutti disabili, riconoscerlo ci avvicinerebbe tutti.

Non ci sono parole da aggiungere, solo quelle che Ale mi ha riservato per l'intervista che ho deciso di pubblicare oggi per il 18esimo suo compleanno. 

Hai 17 anni, hai ricevuto sempre tanti regali e tante attenzioni. C'è qualcosa che ricordi con affetto?

Mi guardo sempre dentro, odio chi non lo fa. Nemmeno mi chiedono cosa voglio davvero. Quello che ricordo con più affetto è stato il compleanno a Giffoni, mi sono sentito troppo normalmente felice. Un gran bel regalo direi.

Ti definiscono autistico ma pochi sanno realmente cosa significhi. Ci aiuti a capire le tue difficoltà?

Io sono Alessandro! Non mi identifico con nessuno stereotipo, sono come te e tutti gli altri, forse solo un po più sensibile. Mi sento al sicuro quando le cose non cambiano e quando mi lasciano nel mio ordine. Anche scegliere l'abbigliamento mi dà sicurezza e benessere. Vedo e sento in maniera amplificata e spesso questo mi disturba. La musica in questi casi mi salva. Quando mi agito faccio cose strane per gli altri ma in realtà mi sto solo provando a calmare. Non prendetevela, voi lo fate ma nessuno vi giudica. 

Cosa rappresenta per te la disabilità?

È una gabbia in cui ti rinchiudono senza darti la chiave e riesco ad aprire le sbarre solo con poche persone. Chi crede in me le disintegra e io sento chi veramente mi dà questa possibilità. Mi pongo sempre in chiusura con chi mi respinge. Non rifiuto mai chi mi stima e dà una possibilità. Anche se a volte qualcuno prova a convincermi di cose che non penso, io non cambio parere. Spesso provo ad accontentare i miei. 

Ti piace da sempre ascoltare la musica. Chi sono i tuoi cantanti preferiti?

Preferisco Biagio Antonacci, Måneskin, Ultimo, Mamhood, Elodie, Blanco. 

Cos'altro ti piace?

Tantissime cose. Guardare i cartoni animati, usare il cellulare, il mare, andare in piscina, andare al pub e parlare con chi mi capisce. Inoltre amo andare in palestra da Leo, fare passeggiate, fare bene le cose, stare con belle persone e fare felice la nonna che ora non sta bene. Mi piace quando tutti sono felici ma non lo sono sempre e allora si accentua il mio stato di malessere e vado KO, mi spengo! Ascoltatemi, siate meno pesanti, risolvereste tanto! Credo fortemente che la scuola non è tutto e non è per tutti. Dovrebbero imparare prima gli insegnanti a vivere e guarire, solo dopo possono provare ad insegnarcelo. Essere buoni è il mio motto. 

Molti ragazzi con le tue difficoltà non riescono a farsi capire o accettare anche all'interno della propria famiglia, cosa senti di dirgli?

Non vi arrendete al buio delle parole, non possiamo esprimerci sempre come gli altri si aspettano. A volte i primi a non capirti saranno proprio i tuoi genitori, chi ti ama può farti male anche non volendo. Spesso si accaniscono e nonostante tutto prova a stare fermo e ad incassare, tu hai la forza di reagire e di amare. Credono che le loro scelte siano le migliori per te anche se non sono te. Tu ama e prova sempre a trovare un modo, con le brutte o con le buone... meglio le buone!

Qual è il pregiudizio più grande che vivi di frequente?

Si ce ne sono diversi. Una frase che non sopporto è: "è disabile, poverino non capisce!". Non è vero, io capisco tutto e anche più di loro. Non mi sento disabile, loro però mi vedono così e io mi sento solo con me stesso. Se non ti piaccio come sono, stammi lontano, non ho bisogno di te. Troppe volte sono stato zitto, amo chi mi pare. I miei genitori, mia sorella, i nonni, gli zii e gli amici e se dovessero farmi del male me la saprei vedere da solo. So chi lo farebbe in maniera intenzionale e chi no. Non voglio più intromissioni perché io sento, gli altri Noooo!

Com'è stata la tua infanzia?

Un'infanzia burrascosa dovuta al mio problema anche se sono stato tanto amato. Non è bello sapere di essere fonte di gioia ma soprattutto di dolore ed io ho avvertito molto il dolore dei miei anche se hanno fatto di tutto per inondarmi d'amore. Ora vorrei vedere in loro solo amore, vorrei non si preoccupassero più di nulla e che si godessero la vita con me.

Ti piacerebbe conoscere un personaggio famoso?

Si, Biagio Antonacci. 

Qual è il tuo sogno più grande?

Io vorrei respirare aria pulita e godermi la vita come un ragazzo qualsiasi. Ho un gran voglia di non avere pensieri e di fare anche qualche cavolata, bere vino, birra. Mi piacerebbe fare un aperitivo e mangiare la parmigiana. 

Cosa potresti consigliare ai genitori che vivono l'autismo?

Vivete e godetevi i vostri figli, il problema è in chi osserva. Non ponetevi limiti e non datene. Amate e ridete. 

 


 

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