Fabio Fognini, talento carismatico

postato il 21·02·2022 in

In un mondo convenzionale come quello del tennis è difficile rimanere se stessi. Quando viaggi per 11 mesi l'anno lontano dagli affetti, pochi argomenti da condividere con le persone che ti circondano solitamente finisci per adeguarti. Non è il caso di Fabio Fognini. I giudizi espressi spesso riflettono i risultati del rettangolo di gioco e difficilmente si soffermano sulle caratteristiche dell'Uomo.

Il ruolo di leader è sempre stato sottolineato da tutti dentro e fuori dal campo, le trasferte di Davis hanno sempre assunto una connotazione diversa grazie alla sua presenza. Il suo carisma è qualcosa a cui spesso ci si aggrappa ma lui da buon trascinatore non si è mai tirato indietro. Anche gli altri tennisti sono magnetizzati dal suo carattere che viene percepito, a mio avviso, come uno strappo di una tela di Fontana. Con la sua stessa maestria e imprevedibilità adopera la racchetta per lasciare esterrefatti tutti e a volte anche se stesso. Grazie al suo talento rende tutto molto semplice e si pensa che la netta conseguenza sia la vittoria. Cos'è la vittoria? Io credo sia solo il coronamento di una carriera che non determina in alcun modo la sostanza di una persona. La vittoria resta sempre e solo un ricordo, ma un uomo che vive in maniera autentica ogni tappa del proprio percorso ha già vinto!

Il viaggio ci rende felici, non la destinazione (tratto dal film Peaceful Warrior)

Ora spazio alle sue parole.

Il tennis comporta tanti sacrifici uno di questi è la lontananza dagli affetti. Quanto è difficile coltivare un rapporto di amicizia?

Nel tennis si viaggia molto e coltivare un rapporto di amicizia è davvero difficile, ma io posso dire sicuramente che ho un ottimo rapporto con Simone Bolelli. Per me è come un fratello.

Il tuo rapporto con il Sud è emblematico: Brindisini... Napoletani, Catalani, Argentini. Come mai questo feeling?

Sento molto vicino il pubblico argentino e soprattutto brasiliano. Mi dà molta carica durante i match di quei tornei ed è per questo che adoro giocare lì. Ho grandissimi ricordi!

Le tue doti atletiche sono importanti, si basano sulla rapidità e controllo. Quanto incide un lavoro osteopatico sulle tue performance?

Le mie doti fisiche sono straordinarie. L'osteopatia e la fisioterapia migliorano il rendimento sportivo valorizzando le mie naturali caratteristiche di elasticità e potenza, per questo le reputo indispensabili.

Dal tuo esordio del 2004 in quale aspetto tecnico sei migliorato?

Sono passati molti anni. Ovviamente l'aspetto sul quale sono migliorato è l'esperienza. Con il passare del tempo cambia il tuo punto di vista e gestisci tutto in maniera diversa e ovviamente anche il lavoro. Il tennis è uno sport in continua evoluzione e devi essere sempre pronto a cambiare il più possibile.

Conosco la tua grande passione per il golf, ti piacerebbe diventare un professionista?

Uno dei miei hobby preferiti dopo il calcio è il golf. Be' si direi che mi piacerebbe, ovviamente è un sogno ma non una mia priorità.

Quali caratteristiche dovrebbe avere un giocatore di talento per neutralizzare il tennis moderno?

Il tennis è di nuovo cambiato parecchio, siamo tornati a un tennis molto potente per cui un giocatore di talento oggi deve essere pronto alla rapidità e alla potenza.

Le classifiche vengono fatte in base alle vittorie e spesso non sono riconoscenti con i veri campioni. In questi 18 anni c'è un giocatore che ti ha colpito dal punto di vista umano? 

Le classifiche vengono fatte in base ai punti che conquisti in ogni torneo, ogni anno tutti noi ripartiamo da zero, a parte questi ultimi due anni in cui è cambiato un po' a causa della pandemia. Finora ho conosciuto tanti giocatori ma quelli che davvero mi hanno lasciato il segno sono stati Agassi, Sampras, Federer, e devo dire che anche Safin mi piace tanto. 

Molti sognano di diventare come te, tu cosa sogni?

(Sorride ndr) Sogno di chiudere la carriera nel miglior modo possibile cercando di togliermi gli ultimi sassolini dalle scarpe dandomi un'altra chance soprattutto dopo un'operazione delicata come quella delle caviglie e poi salutare tutti quanti ovviamente sul rettangolo di gioco.

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