Il Qigong è considerata una ginnastica dolce ma è molto di più: è uno strumento di conoscenza del sé e di miglioramento della propria salute.

Origine e definizione

L’arte del Qigong ha radici che affondano nel passato, la sua nascita si deve sicuramente alla perseveranza di grandi personaggi (Taoisti, Buddisti, Confuciani, ecc.) i quali, da sempre dediti alla ricerca interiore e alla comprensione della vita, riuscirono ad intuire e creare questa meravigliosa disciplina. Appartiene al pensiero medico cinese, secondo il quale corpo e mente, materia e spirito formano un insieme inseparabile, ed insieme all’agopuntura, moxibustione, dietetica cinese, fitoterapia, tuina si occupa di considerare l’uomo come l’espressione delle sue energie fisiche e psichiche, analizzandone tanto i fattori fisiologici, quanto quelli emozionali.

Disciplina Qigong

Disciplina del corpo, mente, cuore e respiro

Oggi in Cina si contano più di 3.000 varietà di Qigong suddivise in almeno cinque gruppi di appartenenza: la taoista, la buddista, la confuciana, il Qigong medico e quello marziale, con oltre 70 milioni di praticanti in tutta la nazione. Il Qigong si compone di due ideogrammi: “Qi” (letteralmente “aria, soffio, energia vitale”) una forza invisibile che anima tutte le cose dall’interno del corpo umano e la sua fisiologia, è la forza motrice, ed energia essenziale delle attività vitali; ed il “Gong” (che un tempo si scriveva “kung”, la stessa del “kung-fu”) significa abilità, maestria, nella particolare accezione di una capacità acquisita in seguito ad un lungo e costante esercizio nel tempo, in questo senso Qigong significa “esercizio dell’energia vitale” in grado di intervenire sul Qi del corpo umano difendendolo dall’attacco dei fattori patogeni, prevenendo e combattendo le malattie, secondo la teoria della Medicina Tradizionale Cinese. Il Qigong, come tutte le Pratiche Interne, Meditativa, Terapeutica e Marziale, ha 3 principi fondamentali che vanno armonizzati: Postura e Movimento, Respiro ed Intenzione (TiaoShen, TiaoXi, TiaoXin). Una pratica efficace consiste nell’assunzione di posizioni statiche o dinamiche, abbinate ad un particolare tipo di respirazione e di suono, uno specifico stato di coscienza. Tutto ciò serve per accedere al cosiddetto corpo energetico degli organi, dei centri e dei canali dentro i quali scorre l’energia. Il passaggio successivo è quello di muovere tale energia, conducendola con intenzione all’interno del corpo o innalzando la frequenza, con un positivo effetto preventivo, terapeutico e di elevazione spirituale.

Testimonianze scritte

Molti testi e manoscritti sono stati redatti su questo argomento anche se alcuni sono andati perduti. Tra le varie opere scritte sul Qigong possiamo ricordare il famoso documento Mawangdui (“Daoyin Tu” ovvero “la mappa del Daoyin”), rinvenuta nel 1973 nella tomba del re Ma, vicino alla città di Changsha, la capitale di Hunan. Questa mappa risale all’incirca al 168 a.c, ed è stata disegnata su di un pezzo di seta alto circa cinquanta centimetri e lungo cento. Esso contiene le più antiche raffigurazioni del QigongDaoyin fino ad oggi conosciute, che illustrano i vari esercizi respiratori e ginnici, atti alla preservazione della salute, molti di essi possiedono dei nomi di animali ed altri invece sono associati addirittura a prescrizioni di tipo terapeutico. Il Qi è la forza che regola e organizza la vita, oltre che l’essenza della vita stessa. Lo stato del nostro Qi, e la capacità di entrare in contatto con esso, devono essere il nostro interesse principale nella ricerca della salute e del benessere.

Articolo scritto da Ulla Scuccimarra - Operatrice Tuina-Qigong


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