Interviste

Le interviste di seguito riportate sono rivolte a varie personalità - dal mondo dello sport a quello della medicina, dal pubblico al privato - le quali hanno svolto, volenti o nolenti, un ruolo importante nella formazione professionale e culturale del Dott. Tullio Stabile. Si sono distinte inoltre per valori civili, sociali e professionali che lo studio OL.M.O non può non sottolineare ed apprezzare. Per visualizzare l'articolo completo basta cliccare sul titolo corrispondente.

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Tennista Andreas Seppi

Il Tour tennistico di quest'anno è iniziato a gennaio con gli Australian Open 2019, seguito poi dalla Davis Cup 2019, attualmente in corso, che ha visto L'Italia affrontare i tennisti indiani su una supercifie insidiosa. Pochi minuti fa, grazie alla vittoria di Seppi contro il tennista indiano Gunneswaran, l'Italia ha raggiunto un punteggio complessivo di 3-1 guadagnandosi l'accesso alle fasi finali della coppa Davis, che avranno luogo a Madrid. Approfittiamo di questa vittoria per ricordare un'altra occasione, in cui Seppi ha dimostrato tutte le sue capacità, battendo il famigerato Roger Federer.

Il mio 2015 si aprì con la prima convocazione in Federazione a Melbourne. Proprio in quell'occasione conobbi Andreas Seppi e fu il mio primo trattamento in “azzurro”. Il nostro rapporto professionale nacque sotto una buona stella poiché proprio in quello slam riuscì a compiere un'impresa storica battendo al terzo turno Roger Federer. Seppi è attualmente l’unico italiano ad aver vinto 3 titoli ATP su tre superfici di gioco differenti. Ciò rappresenta un elemento emblematico della sua versatilità. Cresciuto con il suo Coach Sartori, è riuscito progressivamente a scalare il ranking, raggiungendo la posizione #18 nel 2013. Con tanta abnegazione e forza di volontà, affidandosi a un lavoro terapeutico finalizzato è riuscito a trasformare un suo punto debole in un punto di forza. Ha ridotto la rigidità costituzionale trasformandola in tempra muscolare. Oltre alle sue notevoli doti atletiche, è da sottolineare la sua forza mentale. Nel tennis infatti, sport individuale per eccellenza, è fondamentale avere una costanza atletica e soprattutto mentale durante tutto il match. Questo connubio mente-corpo, utilissimo durante i match, gli ha permesso di vincere molto spesso in rimonta o addirittura al quinto set.

In occasione di questa intervista si è raccontato a 360°: vita privata, sportiva e... osteopatia.

Dott.ssa Maria Consiglia Calabrese
Dott.ssa Maria Consiglia Calabrese

Nel 2012 ho avuto la fortuna di conoscere la Dottoressa Maria Consiglia Calabrese. Ero in procinto di cominciare il mio percorso di laurea in fisioterapia e lei era (ed è) la coordinatrice del corso. Provenivo da Scienze Motorie e dai primi anni di osteopatia, ma sin dalle prime lezioni introduttive mi spiazzò con alcune domande. La neurologia classica era qualcosa di noto ormai per me. Ovviamente non ero un esperto neurologo, ma avevo consolidato nel percorso dei miei studi alcune nozioni fondamentali sulla neurologia che immediatamente vennero sovvertite dalle sue domande. Immaginare il cervello come qualcosa di dinamico e modificabile era qualcosa di inaudito e che lasciava ampi spazi di manovra alle mie idee e alla mia fantasia.

Ore di lezioni trascorse insieme, approfondendo ricerche e mettendo a punto nuove tipologie di lavoro calibrate sulle esigenze specifiche dei pazienti. Ex studenti, e ormai fisioterapisti, che si aggregavano alle nostre lezioni per poter carpire qualche altro segreto dietro questo fantomatico mondo della riabilitazione neurocognitiva. Era sinonimo che, dietro quelle parole e quella preparazione, ci fosse una donna importante.

Tre anni sono passati presto, ma sono stati utili per conoscere una persona molto carismatica, che ha costruito i successi personali e professionali grazie alla sua tenacia e caparbietà. E’ da sempre apprezzata dai suoi colleghi per aver difeso le sorti di un’intera categoria: quella dei fisioterapisti. Il suo sogno è da sempre quello di uniformare e creare spessore culturale e professionale in questo mondo e il succo del suo lavoro quotidiano basato sulla divulgazione e sulla formazione si evidenzia sempre più.

Tennista Thomas Fabbiano
Tennista Thomas Fabbiano

Da quando ho cominciato la mia collaborazione con la Federazione di Tennis ho avuto modo di conoscere molti atleti, non solo italiani. Thomas Fabbiano, pugliese d’origine, si è sempre distinto per attitudine al lavoro ed umiltà. Caratteristiche non sempre facili da reperire tra atleti e che oggi risultano essere delle doti ancor più rare tra le persone comuni. Il suo essere riservato e mite si riesce a comprendere anche osservandolo sui campi da gioco. La sua perseveranza gli sta permettendo di raggiungere degli ottimi risultati a livello internazionale. Non ultimo l’accesso al terzo turno (suo record personale in uno slam) di Wimbledon dopo aver battuto un tenace Wawrinka. In un tennis moderno, che predilige la potenza e l’altezza, Thomas riesce a ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto rientrando per la prima volta (nel 2017)  nei primi 100 al mondo e raggiungendo il suo best ranking #70. A mio parere, il suo modo di relazionarsi al corpo e all’ottimizzazione delle performance sportive è molto funzionale. Spesso capita, ad esempio, che durante i trattamenti mi rivolga delle domande sul funzionamento meccanico del corpo e delle strutture muscolari. Possono sembrare delle semplici domande di curiosità, ma in realtà credo gli serva per avere un’ulteriore padronanza del proprio corpo.

Di seguito riportata la trascrizione dell'intervista che gli ho sottoposto personalmente. 

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Dottor. Giampiero Fusco

Il Dottor Giampiero Fusco è stato fondamentale per la mia crescita professionale. A dieci anni fa risale il nostro primo incontro; fin da subito ha instillato in me la voglia di ampliare e, soprattutto, approfondire i miei orizzonti. La sua passione verso la materia umana trasuda da ogni poro e, almeno per me, è stata da subito coinvolgente. Ero in attesa di farmi trattare dal mio mentore. Da poco avevo conosciuto l’osteopatia e la mia curiosità viaggiava a 1000 Km/h. Assorto nei miei pensieri (nella sala d’attesa), scorsi nella stanza accanto un giovane osteopata (ndr dott. Fusco) che era intento a studiare dei libri di medicina e approfittava dell’intervallo tra due visite per dedicarsi, in maniera totalmente assorta, alla lettura. Troppo oberato di lavoro, il mio mentore mi lasciò nelle mani del giovane studioso. Quelle stesse mani che ancora oggi mi stupiscono, non tanto per i virtuosismi e i tecnicismi ma per la capacità di comprendere. Comprendere una disfunzione non significa soltanto trattarla, ma significa identificarla e farsene carico e questa virtù non è da tutti. Ciò che si intravedeva all’epoca non era altro che il prototipo del professionista che conosciamo oggi. Di recente è stato pubblicato il suo primo libro. Per molti sembrerebbe una cosa normale, ma in realtà non è così. È stato il primo libro di osteopatia pubblicato da una casa editrice medica. Ha raggiunto un tale successo che in pochi mesi ha oltrepassato i confini europei. Uomo eclettico, che riesce a ritagliarsi del tempo anche per “hobby” con la stessa cura e meticolosità. Uno di questi è la batteria con la quale ha inciso anche un disco.

Piuttosto che dilungarmi oltremodo vorrei lasciarvi il piacere di leggere il suo pensiero.

Percorso