Studio Olmo - Osteopatia - Quando e per chi?

Quali trattamenti?

Osteopatia

“Ogni cosa che puoi immaginare,
la natura l’ha già creata”
Albert Einstein

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Lesioni osteopatiche e problemi di tipo funzionale possono rendere difficoltoso il periodo della gravidanza, compromettere la corretta dinamica del parto e lasciare conseguenze successivamente al parto. Per questo motivo l’Osteopatia è assolutamente indicata allo scopo sia di arrivare al parto in condizioni ottimali che di eliminare eventuali problemi funzionali acquisiti durante il parto.

Il periodo di gravidanza

Durante la gravidanza la struttura fisica della donna si adatta e si trasforma notevolmente in periodi relativamente brevi. Problemi di natura osteopatica possono creare in questa fase difficoltà anche notevoli non solo nei confronti della madre ma anche del feto. Per quanto riguarda la madre le espressioni sintomatiche più frequenti in gravidanza sono sciatica, lombalgia o gonfiore delle estremità, oltre che difficoltà respiratorie soprattutto nelle ultimissime fasi. In effetti alcuni di questi aspetti sono assolutamente fisiologici ma una difficoltà funzionale globale può comunque amplificarne l’intensità in maniera a volte anche importante. Cioè se è in atto un problema meccanico a livello delle vertebre o del bacino o se è presente una tensione a livello delle fasce addominali o del diaframma, sicuramente la mobilità articolare generale e l’aspetto emodinamico, soprattutto il ritorno venoso, risulteranno compromessi. In queste condizioni un aumento di peso notevole o una compressione sui grossi vasi da parte del feto, per quanto eventi fisiologici in gravidanza, potranno essere sopportati dall’organismo in maniera più difficoltosa. L’aspetto tuttavia più importante e degno di speciale considerazione riguarda in realtà le possibili ripercussioni sul feto. Soprattutto la presenza di tensioni sulla parete dell’utero, trasmesse attraverso i legamenti con lo scheletro, possono creare problemi alla mobilità uterina e quindi fetale. E questo in considerazione soprattutto del corretto posizionamento della testa, con conseguenze importanti al momento del parto. Per questo una revisione osteopatica in gravidanza è altamente consigliata.

Il parto

Il parto è la fase decisiva di tutta la gravidanza ed è necessario arrivare a questo speciale momento in condizioni ottimali. L’aspetto funzionale più importante che deve essere considerato sotto il profilo osteopatico riguarda la dinamica del bacino. L’osso sacro, le ossa iliache, il coccige, i muscoli del pavimento pelvico, i legamenti dell’utero e tutte le altre strutture adiacenti devono godere della massima espressione dinamica. La compromissione di anche solo una di queste parti può pregiudicare l’espulsione della testa del feto alla nascita con tutte le conseguenze del caso. La testa del feto è infatti in grado di subire importanti variazioni morfologiche al fine di adeguarsi alle dimensioni del canale di uscita ma esso deve essere assolutamente libero ed elastico. All’aspetto meccanico se ne deve aggiungere un altro altrettanto importante. Una disfunzione osteopatica a livello della base del cranio può causare un problema nella produzione di ossitocina da parte dell’ipofisi con conseguenze importanti al momento del parto. L’ossitocina è un ormone necessario a provocare le contrazioni dell’utero indispensabili all’espulsione del feto. Quindi se l’ipofisi non produce abbastanza ossitocina l’utero sarà incapace di contrarsi durante il parto. Questo renderà l’espulsione difficoltosa e sarà necessario intervenire in maniera artificiale. Pertanto, al fine di ridurre il rischio di simili eventualità, una revisione osteopatica in gravidanza è assolutamente consigliabile.

Il post parto

Il parto è un evento decisamente impegnativo per l’intero organismo e in particolare per le strutture coinvolte in maniera diretta. L’utero, le ossa e i muscoli del bacino, la colonna vertebrale come anche l’intestino retto, la vescica e le strutture circostanti vengono fortemente impegnati nella dinamica del parto e sottoposti ad uno stress funzionale molto importante. Frequentemente questi organi, come del resto l’intero organismo, possono acquisire problemi di tipo funzionale durante il parto e portare a conseguenze sgradevoli nel periodo successivo. Inoltre è necessario considerare gli effetti collaterali di anestesie epidurali o cicatrici da taglio cesareo che vanno ad aggiungersi ai quadri lesionali di origine prettamente meccanica. In particolare le punture epidurali hanno sempre ripercussioni importanti da un punto di vista osteopatico poiché creano uno stress cranio-sacrale notevole con conseguenze che possono andare da semplici cervicalgie a problemi di tipo neurovegetativo (vertigini, acufeni) come anche cefalee e altro ancora. Una revisione osteopatica è sempre consigliata dopo un parto, in particolare dopo il primo parto, allo scopo di eliminare qualsiasi problema funzionale residuo e poter godere di un recupero ottimale nel periodo successivo.


 
Studio Olmo - Osteopatia neonatale

I Pazienti in età pediatrica costituiscono, per l’Osteopata, una categoria privilegiata dal momento che i trattamenti più utili ed efficaci, per permettere all’organismo di raggiungere l’equilibrio, sono proprio quelli sui pazienti in giovane età. Nei primi anni di vita l’organismo possiede caratteristiche di duttilità notevoli e sicuramente non ha ancora sviluppato adattamenti limitativi ai traumi ed alle lesioni, motivo per cui è estremamente predisposto alla manipolazione correttiva. Per questi motivi intervenire sul paziente giovane è utile soprattutto per prevenire eventuali disfunzioni.

Il neonato può essere soggetto a disfunzioni osteopatiche, le quali possono essere comuni conseguenze del Parto ma possono, in alcuni casi specifici, essere anche acquisite durante la vita intrauterina; capita infatti di osservare restrizioni di una certa gravità su bambini nati per mezzo di parto cesareo.

Sono numerosi i problemi riscontrabili in questo periodo della vita del bambino, ma i quadri sintomatici tipici possono riguardare disagi muscolo scheletrici (esempi classici sono il torcicollo miogeno o il piede torto congenito) o anche disturbi funzionali, quali i problemi di suzione. Prima di intervenire osteopaticamente su tali patologie bisogna assicurarsi di aver escluso qualsiasi altra causa organica. Le manifestazioni osteopatiche nel neonato restano comunque abbastanza rare; seppur la maggior parte dei neonati presenti restrizioni di mobilità a livello del Cranio, solo una minima parte di essi presenta tali sintomi alla nascita. Il trattamento del neonato ha un interesse prettamente preventivo, come abbiamo già detto in precedenza, per cui al di là di manifestazioni evidenti risulta utile un consulto dell’osteopata neonatale soprattutto in caso di:

Parto difficoltoso e/o eccessivamente prolungato;

Parto mediante l’utilizzo di ventosa, forcipe o manovre traumatiche;

Parto cesareo;

Presenza di disordini meccanici a livello del bacino della madre.

L’intervento osteopatico sul neonato (rivolto principalmente alla riduzione di disfunzioni Craniosacrali) è particolarmente dolce, basato su tecniche di leggerissima pressione, motivo per cui non presenta rischi e la percentuale di successo è statisticamente molto elevata, tenendo comunque conto del fatto che non cura, bensì previene possibili disagi.


 
Studio Olmo - L'osteopatia nella adolescenza
Osteopatia per bambini e ragazzi

Il bambino dal primo anno di vita fino alla pubertà (11 - 13 anni) può essere soggetto a disfunzioni osteopatiche che possono aggravarsi durante la crescita. Molte affezioni scheletriche e muscolari, che colpiscono il fanciullo in questa fascia di età, spesso dipendono da disguidi meccanici dello scheletro e delle articolazioni; tali disfunzioni molto spesso sono in atto dall’età neonatale, se non addirittura dal momento del parto, ma vengono alla luce relativamente tardi. Non bisogna farsi scoraggiare da una simile affermazione perché, come già detto, il corpo umano durante questa fase dello sviluppo dispone di prodigiose capacità rigenerative ed adattive, che rendono qualsiasi problema risolvibile.

I disagi che maggiormente si riscontrano a questa età sono le deviazioni scoliotiche e i problemi di appoggio; è possibile inoltre che, sulla base di una disfunzione osteopatica, nel bambino possano insorgere sintomatologie dolorose e manifestazioni sintomatiche simili all’adulto, come lombalgia o torcicollo. In realtà il bambino non lamenta quasi mai dolori reumatici, ossei o muscolari perché le capacità di adattamento, prima menzionate, permettono all’organismo di compensare efficacemente; motivo per cui anche quadri disfunzionali importanti sono ben sopportati da un punto di vista sintomatologico. A dimostrazione di tale tesi possiamo chiamare la disfunzione cranio sacrale, la quale crea una tensione interna alla colonna vertebrale nell’adulto mentre nel bambino ha espressioni sintomatiche differenti. L’adulto possiede infatti una colonna vertebrale già ben strutturata, poco deformabile e poco adattiva, motivo per cui una disfunzione osteopatica cranio sacrale molto spesso provoca una lombalgia o una cervicalgia. Il bambino, al contrario, possiede una colonna vertebrale estremamente duttile, per cui la medesima disfunzione non provoca alcuna sintomatologia dolorosa.

All’assenza di Dolore non corrisponde però l’assenza della disfunzione, la quale, mantenuta silenziosamente per anni, provoca danni importanti, anche se non causa alcun sintomo apparente. La maggior parte delle scoliosi per esempio ha origine proprio in questo modo; una disfunzione silenziosa fa sì che lo scheletro si modifichi lentamente con curve scoliotiche adattative che magari passano inosservate ad una ispezione sommaria. In età adulta un paziente del genere presenterà curve scoliotiche strutturate su cui non si potrà più intervenire, se non chirurgicamente. La scoliosi limita notevolmente le possibilità di movimento e di adattamento della colonna vertebrale e questo può creare, di conseguenza, una moltitudine di problemi sull’assetto posturale, sulla funzione cardio polmonare e sulla dinamica generale della persona. Se si agisce quando l’organismo è ancora in via di sviluppo, quando è ancora possibile intervenire osteopaticamente senza ricorrere alla chirurgia, si riescono a creare le condizioni per uno sviluppo normale e fisiologico con grandi vantaggi per il paziente.

Allo stesso modo l’appoggio plantare, se non viene preso in dovuta considerazione durante la crescita, può portare al piattismo, che nella stragrande maggioranza dei casi è un fenomeno fisiologico e si risolve con la crescita; in altri casi, al contrario, crea problemi al bambino come dolori ai piedi o atteggiamenti posturali non fisiologici che possono influenzare lo sviluppo delle articolazioni delle caviglie e delle ginocchia. Il concetto da capire è che nell’età dello sviluppo una disfunzione osteopatica spesso è presente in maniera silenziosa, non dà espressioni sintomatiche importanti ma lavora nell’ombra compromettendo il corretto sviluppo dello scheletro. L’Osteopatia è in grado di intervenire sul bambino con un’altissima probabilità di successo allo scopo di riportare il suo sistema osteo-articolare, in piena crescita, ad una dinamica fisiologica. Pertanto, una revisione osteopatica precoce è assolutamente utile in età pediatrica per risolvere un problema contingente e soprattutto per evitare danni futuri.

Osteopatia in adolescenza

La fascia di età dell’adolescenza, che va dai 14 ai 21 anni circa, sconfina dall’età pediatrica propriamente detta. Tuttavia, tutto il periodo dell’adolescenza rappresenta una fase delicata per l’individuo, sia sotto il profilo somatico che emozionale. In effetti in questo arco di tempo, proprio in risposta al travagliato sviluppo tipico di tale età, statisticamente si instaurano importanti quadri osteopatici destinati a condizionare la prima età adulta e le fasi successive. Se, come spesso si dice, l’adolescenza rappresenta una tempesta ormonale, emotiva e identitaria va considerata anche dal punto di vista osteopatico come un vero terremoto, un periodo di grandi acquisizioni disfunzionali. Durante l’adolescenza infatti l’organismo conserva ancora una spinta accrescitiva importante soprattutto in risposta alla variazione dei tassi ormonali e alla conseguente comparsa dei caratteri sessuali secondari. Questo comporta anche una ristrutturazione dell’aspetto psichico e della personalità che proprio in questa fase si plasma e si consolida. Tali trasformazioni, che peraltro avvengono in un lasso di tempo piuttosto breve, si svolgono spesso in maniera burrascosa lasciando, come traccia, importanti quadri disfunzionali di tipo osteopatico che possono permanere nel tempo, come fossero una sorta di memoria storica degli eventi e, finché restano attivi, condizionano l’aspetto dinamico dell’intero organismo con tutte le relative conseguenze.

In realtà l’organismo, in questa fascia d’età, ha ancora buone possibilità adattative per cui solitamente non si hanno grandi manifestazioni sintomatiche, nonostante l’adolescente possa lamentare dolori al pari di un adulto. Pertanto, non sono infrequenti le affezioni della colonna vertebrale quali: lombalgia, lombosciatalgia, cervicalgia, cervicobrachialgia, dolore all'anca, dolore al ginocchio e dolore ai piedi, come anche i problemi dell’arto superiore (spalla, gomito, mano). Possono manifestarsi anche problemi viscerali come colite e asma o alterazioni dell’assetto posturale, per citare le eventualità più frequenti. L’Osteopatia interviene con una probabilità di successo statisticamente molto elevata nei confronti dei pazienti in età adolescenziale. I vantaggi che i ragazzi possono trarre da un intervento osteopatico, correttivo o preventivo che sia, sono incalcolabili tenendo conto che un problema osteopatico, se non corretto, può evolvere con importanti conseguenze in età adulta.


 
Studio Olmo - L'osteopatia nello sport

"C'è un evidente rapporto fra il movimento e la salute" [A.T. Still]

In questa sezione ci occuperemo dei benefici dell'osteopatia per chi pratica attività sportiva, sia nella cura dei traumi sia nel mantenimento di un equilibrio psico-atletico dello sportivo. Con il termine sportivo non si intende, in questa sede, solo l’atleta professionista ad alti livelli ma anche chi pratica una semplice attività motoria a livelli amatoriali.

Osteopatia a supporto dello sportivo

Lo Studio Olmo, con il supporto dei suoi esperti, potrà fornire un supporto specialistico a chi svolge attività sportiva da molteplici punti di vista:

Cura delle patologie dello sport: il trattamento osteopatico potrà fornire un valido supporto sia per incrementare in "sicurezza" la propria attività sportiva, sia per risolvere traumi che possono compromettere la propria stagione sportiva come ad esempio distorsioni, stiramenti, contratture, traumi sportivi in genere, edema, ematoma, infiammazioni, lombalgia, cervicalgie, pubalgie, esiti di fratture, crampi, atenia, tendiniti, epicondiliti;

Preparazione all’attività agonistica tramite verifiche della postura e studio della biomeccanica articolare dell’atleta;

Consigli dietetici ed alimentari;

Prevenzione degli infortuni atletici.

Osteopatia per il miglioramento della prestazione

Le tecniche osteopatiche, dal momento che consentono di ottimizzare il rendimento della "macchina uomo", sono particolarmente indicate nell'attività degli atleti che cercano proprio il miglioramento delle proprie prestazioni facendo ricorso a tecniche assolutamente naturali, non farmacologiche e non invasive. L’ Osteopatia può essere intesa, dunque, come opportunità di liberare l’organismo da tensioni che in vario grado limitano la performance sportiva:

Nel caso di tensione a livello delle cosidette “cerniere” corporee, cioè articolazioni particolarmente importanti dal punto di vista biomeccanico (caviglie, ginocchia, anca, art. sacro iliaca, tutta la colonna vertebrale, art. occipito atlantoepistrofea-la base del cranio, spalle, gabbia toracica, ATM-Articolazione Temporo Mandibolare) si potranno ottenere i seguenti miglioramenti:
-Maggior libertà e fluidità di movimento nel rispetto delle caratteristiche morfologiche individuali: aumento della falcata nella corsa, dell’ampiezza della bracciata nel nuoto,miglioramento della respirazione;
-Diminuzione della spesa energetica (affaticamento) a parità di sforzo;
-Prevenzione dei traumi da sport;
-Aumento della propriocettività (sensibilità corporea).

Tensioni a livello muscolare: tensioni fasciali, scarsa elasticità muscolare, affaticamento muscolare, cicatrici
-Miglioramento dell’espressione di forza e resistenza muscolare;
-Aumento delle capacità di utilizzo dell’ossigeno (diaframma, muscolatura respiratoria);
-Aumento delle capacità di recupero;
-Prevenzione dei traumi da sport.

Difficoltà circolatorie su base posturale ed organica: affaticamento organico (fegato, milza, stomaco, intestino, circolazione linfatica);
-Miglioramento delle funzioni cardio-circolatorie;
-Miglioramento delle capacità di recupero
-Prevenzione delle malattie (sistema immunitario).

Disequilibri del sistema nervoso: sonno non ristoratore, affaticamento, ipereccitabilità, apatia pre-agonistica, sindromi da sovrallenamento
-Concentrazione agonistica;
-Aumento delle capacità di gestione dello sforzo;
-Prevenzione e cura delle sindromi da sovrallenamento Prestazioni sportive.

Osteopatia come opportunità di prevenzione

L'osteopatia rappresenta inoltre anche una opportunità di prevenzione. Essa è particolarmente indicata negli stati dolorosi, conseguenza di squilibri non ancora espressi in una vera malattia, quindi ancora recuperabili:

Uno stato doloroso delle spalle e del collo può evolvere in ernia cervicale, emicrania o torcicollo

I dolori muscolari lombari possono evolvere, se non trattati preventivamente, in protrusioni, sciatalgie o comportare una deambulazione alterata

Le difficoltà digestive possono condurre ad affezioni epatiche, gastriti, colon irritabile

Stati di stress, ansia, iperattività, stanchezza possono essere opportunamente trattati per evitare di condurre a situazioni di cronica ciclotimia, depressione, deficit immunologico.

Come cura naturale

Infine, l'osteopatia può essere a supporto di terapie chirurgiche per il trattamento delle cicatrici, aderenze tissutali, edemi, drenaggio linfatico o ancora come supporto a trattamento farmacologici nelle malattie in fase acuta e cronica attraverso delle tecniche di drenaggio epatico, rilancio del sistema immunitario, aiuto nella gestione del dolore, valutazione ed intervento sui sintomi collaterali.


 
Studio Olmo - Prima visita osteopatica

Laprima visita osteopatica ha l'obiettivo di definire un quadro generale sullo stato di salute del paziente, collegando i disturbi di cui soffre la persona all'interno del contesto individuale. Nella prima fase, denominata anamnesi, viene analizzato il ruolo attivo del paziente in rapporto al suo vissuto personale ed al suo stile di vita (lavoro, sport, traumi, etc.), fino all'identificazione della causa prioritaria responsabile del problema. L'osteopata cercherà di capire se il disturbo può rientrare all'interno dell'ambito osteopatico o se, invece, è consigliabile orientare il paziente ad un medico specialista più idoneo per il suo caso. Non dovranno sorprendere, in questa fase, domande dell'osteopata volte ad indagare zone lontane da quella nevralgica. Il meccanismo che determina l’insorgenza di un disturbo può avere origini lontane dal punto di vista temporale e spaziale. L'osteopatia vede l'essere umano nella sua interezza ed il sistema corpo come un sistema unico in cui ogni elemento concorre all'armonia complessiva che rappresenta lo stato di benessere.

La fase successiva è quella dell’indagine. L'osteopata valuterà con attenzione la mobilità di articolazioni e muscoli relativi, nonché di visceri o altri tessuti attraverso l'esecuzione di movimenti delicati allo scopo di rivelare lesioni osteopatiche e disfunzioni somatiche. La "disfunzione somatica" è la causa che comporta la perdita del naturale equilibrio del corpo. Essa, di natura traumatica, posturale, tossinica, viscerale, pisco-emotiva, non consente la normale funzionalità del sistema. Le "disfunzioni somatiche", specialmente all'inizio, non sono irreversibili, ma, se trascurate possono degenerare in vere e proprie malattie.

L'obiettivo della seduta osteopatica è proprio quello di individuare tali disfunzioni e riequilibrare il nostro sistema complessivo. Sulla base dell'analisi iniziale e dei risultati della fase di indagine, viene formulata una valutazione osteopatica e sviluppato un piano di trattamento. Tali misure saranno discusse con voi e, se si è in accordo, il trattamento avrà inizio fin dalla prima visita.

Il trattamento osteopatico è una terapia manuale che incoraggia e supporta i principi omeostatici del corpo e il suo equilibrio naturale. La terapia stimola il sistema arterioso, venoso, linfatico e nervoso per alleviare il dolore, le tensioni e la rigidità presenti nelle strutture corporee. Ciò che la medicina allopatica apporta grazie a sostanze chimiche (farmaci) per calmare, frenare o stimolare i sistemi di funzionamento umano, l’osteopatia tende ad ottenerlo mediante interventi manuali. Attenzione, l’osteopata non intende sostituirsi al farmaco laddove il suo utilizzo risulti indispensabile o vitale.

Da un punto di vista pratico la durata media di una prima visita osteopatica è di circa un'ora. Vista la specificità delle tecniche osteopatiche che prevedono sia per la fase di diagnosi che di trattamento l'impiego di sole tecniche manuali, è opportuno indossare abbigliamento che non impedisca l'agevole movimento degli arti, del bacino ed in generale di tutto il corpo. I successivi appuntamenti, avranno una durata di circa 30 minuti e nelle sedute l’osteopata valuterà come il corpo ha reagito al trattamento e come ha cercato di rispondere al nuovo equilibrio.

La visione del corpo nella sua interezza e la salute globale del paziente vuole essere il tratto distintivo dello O.L.M.O. (Studio OListico in Materia Osteopatica). Dal momento che crediamo fermamente nella complementarità ed integrazione delle materie olistiche con la medicina di tipo tradizionale, durante la fase di consulto, in funzione delle esigenze specifiche del paziente, possiamo attivare una rete di diversi professionisti esperti del mondo olistico.

La nostra consulenza osteopatica si rivolge principalmente alle seguenti categorie:

Soggetti che soffrono di disturbi dell’apparato muscolo scheletrico e viscerale in assenza di lesioni organiche

Soggetti che soffrono di disturbi posturali e del movimento

Donne in gravidanza e neonati

Infanzia

Sportivi professionisti o dilettanti, per migliorare le performance, prevenire gli incidenti ed accelerare i tempi di guarigione.

Terza età


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