L’osteopatia detta craniale si definisce tale poiché si avvale di tecniche che agiscono sulla struttura e sul liquido che circonda il sistema nervoso centrale, sfruttando la mobilità e motilità cranica. Attraverso particolari abilità e specifiche tecniche osteopatiche è possibile “sentire” quell’impercettibile movimento ritmico che è presente in tutti i tessuti del corpo, chiamato movimento involontario.

Anche il cranio, composto da 26 ossa unite tra loro, grazie alla sua mobilità può realmente adattarsi al movimento involontario del cervello che protegge al suo interno. Il termine "osteopatia craniale" risulterebbe improprio qualora fosse considerato uno specifico trattamento a sé stante; bisogna infatti ricordare che l'osteopatia è una scienza olistica che considera l'essere umano nella sua globalità, e che pertanto non esistono specialità osteopatiche.

Le Origini

L'osteopatia è una raffinata arte manuale corporea, atta a favorire, in modo non invasivo, un equilibrio strutturale, meccanico e visceralenell'organismo umano, nata verso la fine dell'Ottocento grazie al suo primo iniziatore: Andrew Taylor Still (1828-1917), un estroverso ex ufficiale dell'esercito nordista americano, a cui si devono notevoli intuizioni e innovazioni sul fronte del lavoro del corpo.

Il Bilanciamento Cranio-sacrale invece risale al geniale lavoro di William Garner Sutherland (1873-1954), studente di osteopatia nella California dei primi del Novecento.

Sutherland, dopo aver svolto per venticinque anni la professione di giornalista, diventò allievo di Still e dedicò tutto il resto della sua intera esistenza allo studio, alla ricerca e all'esperienza di pratiche che potessero aiutare a migliorare la salute globale del prossimo in modo completamente naturale. Durante i suoi studi ebbe l'ispirazione che lo portò poi a scoprire i principi e la struttura del sistema cranio-sacrale. Vide un cranio smontato (in termini anatomici "esploso") e, concentrando l'attenzione, sulle ossa temporali fece la seguente considerazione: "Come le branchie del pesce, le ossa temporali si aprono e si chiudono favorendo così un atto respiratorio del cervello...". Da allora, iniziò dapprima un intenso studio su di sé, successivamente studiò i propri pazienti. Sutherland costruì una sorta di cappello didattico a scopo di studio, modificando un pallone di football americano e aggiungendovi viti, molle e cinghie di ogni genere: tutto era atto a studiare le singole ossa craniche e i loro movimenti. Un giorno fermò saldamente tutte le ossa del cranio e si rese conto che l'osso sacro si muoveva tantissimo. Questa era la conferma che i movimenti percepiti chiaramente sul cranio avevano una stretta correlazione con l'osso sacro. Da lì per sette anni, egli studiò e sperimentò nuove vie di approccio e metodo nell'ambito osteopatico senza, peraltro, mai condividere con nessuno tutto ciò. Lavorava sui propri pazienti e, tra una sessione e l'altra, si metteva in testa il suo cappello cranio-sacrale per verificare e analizzare ciò che aveva precedentemente sentito sotto le proprie mani. Si dice che durante un'intensa giornata di lavoro, fatta di innumerevoli sedute individuali, uscendo dallo studio per ricevere il paziente successivo si dimenticò lo strano cappello in testa e chi era seduto in sala d'attesa non poté che esprimere la propria sorpresa nel vedere la scena! Sembra proprio che, dopo tale episodio, William Garner Sutherland abbia deciso di rendere pubbliche le proprie teorie tra i colleghi osteopati: ciò creò non pochi problemi in quanto, come succede sempre a chiunque porti a conoscenza del mondo nuove teorie, contrarie al credo della maggioranza, dovette confrontarsi con una sorta di fisiologico e spesso aspro scetticismo. Le idee che le ossa craniche, una volta sviluppate, continuino a muoversi sebbene saldate attraverso suture e che ciò derivi da un movimento intrinseco delle meningi che coinvolge anche il sacro, venne sistematicamente rigettata per diversi anni dai colleghi contemporanei di Sutherland. Con il passare del tempo, però, le teorie espresse dal grande genio scozzese vennero lentamente accettate e riconosciute da tutte le scuole di osteopatia. Va ricordato che, ancora oggi, la medicina moderna rigetta in toto la teoria secondo la quale le ossa del cranio, una volta raggiunta l'età adulta, possano continuare a muoversi, anche minimamente. Naturalmente va osservato che, essendo stato il primo a scoprire il movimento cranio-sacrale, Sutherland dovette inevitabilmente fare degli errori cercando di capire la causa di quanto le sue mani ascoltavano. All'inizio, egli pensava che le ossa craniche si muovessero grazie all'azione dello sfenoide che, essendo l'osso più centrale della testa, agiva come una specie di motore in grado di trascinare dietro di sé tutto il movimento, chiamato dallo stesso Sutherland, "impulso respiratorio primario". Questa teoria col tempo si rivelò errata, in quanto tale impulso, chiamato anche "onda cranio-sacrale", si manifesta attraverso la produzione del liquor che, irrorando le meningi, genera un meccanismo intrinseco tale da determinarne la reale consistenza ed esistenza. Arrivato alla scoperta di quello che chiamò "meccanismo delle membrane a tensione reciproca", Sutherland dedicò tutta la sua vita ad approfondire lo studio del sistema cranio-sacrale, arrivando nel corso degli anni a scoprire le relazioni sottili tra le tre maree profonde e la quiete dinamica.

Al di là di tutto ciò, William Sutherland è stato un grande pioniere con una straordinaria capacità di percezione e visualizzazione; attento e sensibile osservatore dei fenomeni naturali, nel tentativo di aiutare il prossimo a prendersi cura della propria salute.

Osteopatia Craniale e bilanciamento Sacrocraniale

Agli inizi degli anni Settanta del Novecento, alcuni osteopati americani, tra cui il dottor John Uppledger, sentirono l'esigenza di estendere gli insegnamenti dell'ambito osteopatico anche ad altre categorie di professionisti tra i quali fisioterapisti, infermieri, ostetriche nonché, nel caso di trattamento su bambini anche alle mamme dei bambini stessi. Essi, infatti, si rendevano conto dell'importanza di aiutare i pazienti bisognosi anche a casa, attraverso mani esperte e sensibili. Nel caso dei bambini, l'amore materno assume un ruolo fondamentale nell'aiutarli attraverso l'arte del tocco, dell'ascolto dei loro veri bisogni. Da qui nasce e si distingue rispetto ai percorsi formativi degli osteopati il lavoro o bilanciamento cranio-sacrale, che pur utilizzando le stesse basi e studi di anatomia e fisiologia dei discendenti di William Sutherland concentra e definisce alcuni aspetti di questo lavoro in direzioni diverse.

In QUESTO VIDEO, girato all’interno dello Studio OL.M.O. si evidenzia molto bene il cambiamento del ritmo respiratorio. In realtà, nel trattamento craniale, ciò che si modifica è il meccanismo di respirazione primaria (MRP) con l’obiettivo di modulare il sistema nervoso vegetativo. Nel caso specifico della stitichezza è risultato essere molto efficace, fornendo risultati concreti fin dai primi minuti successivi al trattamento. I bambini hanno bisogno di meno trattamenti poiché i loro tessuti elastici rispondono più efficacemente alla manipolazione.

Liquor: storia, percorso e meningi

Il liquor è un liquido paragonato ad acqua di sorgente, poiché è trasparente e limpido. Ha tre funzioni:

  • Nutrire.
  • Proteggere, ammortizzando le sollecitazioni meccaniche.
  • Asportare le scorie e le tossine del Sistema Nervoso Centrale.

Esso scorre attraverso tutto il sistema nervoso centrale, dall'encefalo al midollo, formando laghi, cisterne e piccoli affluenti. Viene prodotto e riassorbito costantemente da strutture particolari, presenti nei ventricoli cerebrali, dette plessi corioidei e la sua quantità è di circa 150 millilitri.

È contenuto nello spazio circoscritto dalle due meningi più esterne, la dura madre e l'aracnoide. La dura madre, la più esterna delle meningi, è ancorata a livello della parte anteriore della scatola cranica sull'apofisi crista galli dell'osso etmoide; lungo la sutura sagittale nel cranio, dove si sdoppia formando la falce cerebrale che separa i due emisferi, il tentorio del cervelletto e la falce cerebellare, tra i due emisferi cerebellari. La dura madre si fissa al forame occipitale e alle prime vertebre cervicali per poi arrivare ad ancorarsi a livello della seconda vertebra sacrale, mettendo così in connessione il cranio col sacro formando quello che Sutherland chiamò il "collegamento centrale". I liquor prodotto dai plessi corioidei nei ventricoli cerebrali si muove, essendo continuamente generato e riassorbito dal primo al secondo ventricolo, per poi passare nel terzo ventricolo sottostante, attraverso i forami di Monro. Il terzo comunica, a sua volta, col quarto attraverso l'acquedotto di Silvio, che poi si dirige attraverso il forame di Mangedie con la cisterna magna cerebello-spinale. Il midollo spinale e il cervello si trovano, così, avvolti intimamente dalla meninge più interna, la pia madre e protetti dall'aracnoide e dalla dura madre, tra le quali è contenuto il liquor.

Cosa cura l'osteopatia CranioSacrale?

Fin dalla sua invenzione l'osteopatia, cosiddetta detta craniale, non è stata facilmente accettata negli ambienti medici, osteopatici e scientifici, anzi è stata spesso confutata e negata. Tuttavia, tali tecniche manuali, non invasive, sono in grado di alleviare efficacemente tensioni, traumi e stress fisici che possono ostruire o interrompere il movimento cranico, e ciò può causare una varietà molto ampia di problemi sia al cranio che al sacro, ma non solo. I suoi effetti hanno implicazioni maggiori, l'intero corpo e il benessere generale ne possono trarre beneficio, ad un livello sia strutturale che emozionale.

Il metodo dolce e naturale utilizzato risulta adatto per tutte le età, dai neonati agli anziani, per curare o anche semplicemente generare sollievo (come nei casi più gravi dei pazienti autistici o affetti da disturbi specifici di apprendimento) ai seguenti disturbi: emicrania; dolore cronico al collo e alla schiena; problemi motori e di coordinazione; coliche; autismo; disordini al sistema nervoso centrale; problemi ortopedici; trauma cranico e danni alla colonna vertebrale; disordini infantili; disabilità linguistiche; affaticamento cronico; difficoltà digestive; stress e problemi relazionali; disordini del tessuto connettivo; problemi temporo-mandibolari; disordini neurovascolari; stress post-trauma; disfunzioni post-operatorie e post-gravidanza.


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