Le tecniche strutturali sono tecniche che concentrano il proprio intervento su una struttura ben definita ed hanno come scopo quello di migliorare la sua funzione. L’entità uomo è formata sostanzialmente da 3 piani, di seguito elencati:

  • un piano strutturale;
  • un piano biochimico o metabolico;
  • un piano emozionale o mentale.

Il chiaro intento delle tecniche che ci accingiamo ad illustrare è quello di intervenire sul piano strutturale ma, in parte, anche su quello biochimico; tali piani sono composti da ossa, muscoli e varie fasce (compresi legamenti, capsule, vasi, connettivo, visceri ed altri).

GENERAL OSTEOPATHIC TREATMENT

General Osteopathic Treatment (anche identificato con le diciture Lavoro sui tessuti molli o Lavoro miofasciale più lavoro tensivo o Miotensivo passivo) è una tecnica globale, che lavora sui tessuti molli del corpo, particolarmente muscoli e fasce, con scivolamenti, trazioni e manipolazioni lente e prolungate, abbastanza profonde, per ammorbidire e rilassare tessuti tesi, contratti e fibrotici. Queste manipolazioni stiranti sono prevalentemente passive; possono essere dirette o indirette, a seconda che lavorino sull’agonista o sull’antagonista. Al lavoro miofasciale si associa, nello stesso trattamento, il lavoro tensivo o miotensivo passivo con il quale attiviamo lo streatching dei vari muscoli, utilizzando tutte le leve. Questo tipo di lavoro è stato messo a punto da Little John e Rollin Becker.

Il G.O.T. può svolgere varie funzioni e ricoprire ruoli diversi all’interno di un trattamento:

  • può essere una terapia a sé stante;
  • può fungere da preparazione per una manipolazione articolare;
  • può succedere alla manipolazione articolare.

ROLFING

E’ una tecnica manipolativa simile alla precedente ma molto più dura e profonda a livello di muscoli e aponeurosi. Il suo scopo principale è di ripristinare lo scorrimento dei piani intrafasciali e miofasciali, eliminando le fibrosi e riequilibrando la postura. 

MANIPOLAZIONI VISCERALI

Sono state codificate da J. P. BARRAL e P. MERCIER negli anni 80. Esse cercano, attraverso la manipolazione dell’organo e dei suoi annessi fasciali, di restituire alle viscere una corretta posizione, circolazione e mobilità-motilità. Sono indicate soprattutto nei problemi del tratto gastro-intestinale, parte inferiore dell’esofago, ghiandole digestive annesse, sui reni, milza ed organi pelvici. BARRAL parla di articolazioni viscerali come se fossero delle articolazioni somatiche e, a tal proposito egli dice: “Articolazione è ciò che pone in rapporto reciproco due piani strutturali che scorrono o, meglio, tutti i tessuti che si muovono in rapporto ad un altro tessuto (di qualunque natura esso sia, anche non osteo-cartilagineo) con cui sono collegati”.

MANIPOLAZIONI ARTICOLARI

Still ha sviluppato maggiormente le manipolazioni a leva lunga (lunga ampiezza) e bassa velocità. PALMER, invece, più quelle a leva corta (debole ampiezza) ed alta velocità.

Per correggere una disfunzione somatica abbiamo due possibilità:

  • manipolazione diretta: utilizza l’elemento in lesione articolare (è la classica manipolazione chiropratica);
  • manipolazione indiretta: utilizza l’elemento strutturale sopra o sottostante la disfunzione e utilizza il muscolo per coinvolgere la struttura.

In generale, KORR ha dato della manipolazione la seguente definizione: “La manipolazione è l’applicazione sull’organismo di una forza manuale ben determinata e diretta in modo specifico per migliorare la mobilità nelle regioni dove si è verificata una sua riduzione nelle articolazioni, nei tessuti connettivi o nei muscoli”.

MANIPOLAZIONE DIRETTA A LUNGA LEVA (ALTA AMPIEZZA) E BASSA VELOCITÀ

L’Osteopata applica una forza diretta sulla vertebra, sia sull’apofisi spinosa, sia su una delle trasverse; l’altra componente della forza si trova lontano dall’articolazione interessata. Il torace (attraverso le spalle) e il bacino (attraverso la coxo-femorale) vengono utilizzati come leve lontane dalla restrizione da trattare. La forza è impressa dolcemente, a bassa velocità. Possiamo esercitare la stessa manipolazione a bassa velocità e grande ampiezza in modo indiretto utilizzando la vertebra soprastante, o sottostante, a quella in disfunzione. In questo modo la forza e il movimento correttivo sono impressi in direzione opposta all’articolazione bloccata, cioè verso la disfunzione (se la vertebra è ruotata a dx, la mandiamo ancora più a dx con l’indiretta; con la diretta cercheremo di riportarla in correzione verso sx).

MANIPOLAZIONE A LEVA CORTA, BASSA VELOCITÀ E DEBOLE AMPIEZZA (TECNICA ARTICOLATORIA)

E’ una tecnica di decoaptazione articolare specifica. L’articolazione coinvolta viene gentilmente guidata attraverso il pieno arco di movimento ed incoraggiata a muoversi oltre le sue restrizioni al movimento.

MANIPOLAZIONE DIRETTA A LEVA CORTA (BASSA AMPIEZZA) ED ALTA VELOCITÀ

E’ detta anche tecnica THRUST. La forza è applicata rapidamente e la distanza utilizzata è molto piccola. L’articolazione viene portata contro la barriera di restrizione e, dopo accurato posizionamento che assicuri solo la sua mobilizzazione, viene applicata una forza-impulso delicata, ma decisa e veloce, per rimuovere il blocco articolare. E’ importante, prima di applicare la tecnica, ottenere un buon rilassamento dei tessuti molli (miofasciale e miotensivo) affinché la manovra sia indolore e il thrust sia ottenuto con la minore forza possibile. KUCHERA dice: ”Una pressione ad alta velocità e debole ampiezza, applicata su uno dei piani di mobilità vertebrale, solitamente il piano di R-LF, fa muovere l’articolazione attraverso la sua barriera restrittiva di mobilità”.

LIFT RACHIDEO DORSO-LOMBARE

Impiega una leva lunga (alta ampiezza) più alta velocità e viene eseguita sempre in maniera assiale in rapporto al rachide nella sua totalità. Essa mira a produrre uno scollamento delle superfici articolari, una loro decoaptazione (utile nelle lesioni da impatto sacro-coccigeo).

TOGGEL

E’ una tecnica ad altissima velocità che utilizza il rimbalzo della manipolazione per correggere la lesione. Viene utilizzata soprattutto sulle articolazioni O-A e sul sacro.

Percorso