Studio Olmo - Osteopatia

Quali trattamenti?

Osteopatia

“Ogni cosa che puoi immaginare,
la natura l’ha già creata”
Albert Einstein

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Studio Olmo - Lavoro osteopatico su dolore alla schiena

È una medicina complementare moderna e non invasiva che identifica le aree disfunzionali e, attraverso la manipolazione articolare e viscerale, velocizza le capacità di recupero intrinseche di ogni individuo. Nata nel 1874, per merito di Andrew Taylor Still, l’osteopatia riprende alcuni vecchi principi della medicina Ippocratica risalente all’Antica Grecia, primo tra tutti la convinzione che il medico dovesse affiancare e aiutare il paziente, prendendosi cura del suo corpo, fino al completo raggiungimento dell’autoguarigione; proponendo un modello diverso di trattamento e diagnosi, fondato principalmente sul sistema muscolo scheletrico, riconobbe l’importanza del sangue nelle funzioni e disfunzioni umane.

La sua filosofia comprende il concetto di unità della struttura di un organismo vivente e delle sue funzioni. La sua specificità consiste nell'utilizzo di una modalità terapeutica che mira a ri-armonizzare i rapporti di mobilità e di fluttuazione delle strutture anatomiche.

La sua arte consiste nell'applicazione dei suoi concetti per la pratica medica in tutti i suoi rami e specializzazioni. La sua scienza comprende in particolare le conoscenze comportamentali, chimiche, fisiche e biologiche relative al ripristino e alla salvaguardia della salute, accanto alla prevenzione della malattia e al sollievo del paziente. I Principi fondamentali su cui si basa l’Osteopatia, descritti da Still, sono i seguenti:

Il corpo è un’unità.

Il corpo tende naturalmente all’autoguarigione.

Il ruolo dell’arteria è primario.

La struttura governa la funzione.

L'osteopatia è stata riconosciuta come forma di medicina alternativa (o complementare) anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha definito il percorso formativo degli osteopati, disciplinando i contenuti e la metodologia della loro formazione. È un’opportunità che il paziente ha per migliorare la qualità della propria vita e raggiungere uno stato di salute ottimale.

 
Studio Olmo - Cos'è l'osteopatia?

L’osteopatia è una terapia complementare alla medicina classica, che si avvale di un approccio manuale per la diagnosi e il trattamento, incentrando la sua attenzione sulla salute dell’individuo piuttosto che sulla malattia.

L’osteopatia ha lo scopo di ripristinare l’equilibrio funzionale tipico della buona salute; per raggiungere tale obiettivo si avvale a metodi di trattamento in accordo armonico con la costituzione e organizzazione biologica propria dell’organismo umano. Questi metodi mirano a favorire la ripresa dell’organismo da disallineamenti, disordini e disorganizzazioni, senza usare o introdurre alcun elemento estraneo, artificiale o medicinale. Come affermava Latey nel 1990, “Contiamo solo sulle risorse mediche contenute nell’organismo. Siamo in grado di fare questo grazie alle nostre conoscenze e alla scoperta di leggi organiche; attraverso un’attenta ed esatta ricerca scientifica nella struttura e nella funzione anatomica, fisiologica e psicologica dell’essere umano”.

Per capire meglio cos’è l’osteopatia ricorriamo alla definizione che di essa ha dato il suo fondatore, Andrew Taylor Still:

"L’Osteopatia è la regola del movimento, della materia e dello spirito, dove la materia e lo spirito non possono manifestarsi senza il movimento; pertanto noi affermiamo che il movimento è l’espressione della vita stessa."

Ad essa si è aggiunta, poi, la definizione più complessa e articolata, elaborata nel 1987 durante la convention europea di Osteopatia, tenutasi a Bruxelles:

La Medicina osteopatica è una scienza, un'arte e una filosofia di salute, sostenuta da conoscenze scientifiche in evoluzione. La sua filosofia comprende il concetto di unità della struttura di un organismo vivente e delle sue funzioni. La sua specificità consiste nell'utilizzo di una modalità terapeutica che mira a riarmonizzare i rapporti di mobilità e di fluttuazione delle strutture anatomiche. La sua arte consiste nell'applicazione dei suoi concetti per la pratica medica in tutti i rami e specializzazioni. La sua scienza comprende in particolare le conoscenze comportamentali, chimiche, fisiche e biologiche relative al ripristino e alla salvaguardia della salute, la prevenzione della malattia e il sollievo del paziente.

L'osteopatia è stata riconosciuta come medicina alternativa (noi diremmo complementare) dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization) che ha definito anche il percorso formativo degli osteopati disciplinando i contenuti e la metodologia della loro formazione.


 
Studio Olmo - Storia dell'osteopatia, il Dott. Andrew Taylor Still

La medicina manuale, così come la medicina moderna occidentale, affonda le proprie radici nell’Antica Grecia, nelle due isole contigue di Kos e Knidos, dove risiedevano le più antiche scuole di medicina. Tra queste, però, c’era una sostanziale differenza nel modo in cui venivano considerati la malattia e il paziente. La scuola di Kos, sviluppata da Ippocrate, riteneva che l’effetto della malattia fosse originato da cause esterne ed interne e che il medico avesse il compito di assistere il corpo del paziente fino al raggiungimento dell’autoguarigione. I medici di Knidos, invece, si concentravano sulle strutture interne del corpo, dividendo i contenuti in sistemi, e ritenevano che ogni malattia richiedesse un approccio e un metodo di trattamento separati.

L’approccio Ippocratico, opposto a quello allopatico tipico di Knidos. venne ripreso da Andrew Taylor Still (1828-1917) che, in seguito agli studi sperimentali sul Magnetismo e sul Mesmerismo, propose un modello diverso di trattamento e diagnosi, mediato principalmente dal sistema muscolo scheletrico, riconoscendo l’importanza del sangue nelle funzioni e disfunzioni umane. Still diede ufficialmente vita all’Osteopatia il 22 giugno 1874, codificandone i principi basilari che, ad oggi, costituiscono ancora il fondamento della filosofia osteopatica, sebbene siano stati arricchiti con le moderne evoluzioni della scienza dell’uomo e delle macchine.

Still cominciò ad interessarsi di medicina assistendo il padre che, nel Kansas, la praticava presso gli Indiani. A quei tempi, la formazione in medicina non era regolata da alcuna legge ed egli approfondiva la sua conoscenza attraverso la lettura e la pratica quotidiana. Dopo la guerra di Secessione, lavorò come Assistente chirurgo in ospedale ma l’esperienza fu deludente: morirono più persone per le infezioni e le condizioni igieniche che per la guerra. Dissenteria, febbri, polmoniti, TBC e peste, decimarono la popolazione mondiale del XIX secolo. La perdita dei suoi tre figli per meningite cerebro-spinale lo spinse a riflettere sull’essenza delle malattie e sulla medicina, giungendo alla conclusione che le risorse di difesa e guarigione fossero già dentro di noi e che bisognasse solo individuarle e stimolarle.

Nel 1874 era giunto ad un livello di conoscenza strutturale anatomica non usuale per quei tempi, approfondendo anche le funzioni e le relazioni reciproche tra le varie strutture (conducendo studi anatomici sulle spoglie degli Indiani). Conosceva bene la meccanica e l’applicava alla macchina umana: affermò che la malattia fosse l’effetto di un’alterazione della struttura meccanica. La grande epidemia dissenterica, del 1874, fu per lui illuminante: osservò che i pazienti presentavano una zona lombare dolorosa e calda, mentre la zona addominale era fredda; alcune zone, poi, erano irrigidite e bloccavano i flussi nervosi ed ematici per l’intestino. Ritenne così che, restituendo mobilità alle zone ipomobili (con pressioni e mobilizzazioni articolari), la malattia potesse essere vinta. In questo modo riuscì a guarire 17 casi di dissenteria.

Nello stesso anno Still partì per Kirksville (Missouri) dove aprì il suo primo studio, all’età di 47 anni. Nel 1892 Still fondò l’American School of Osteopathy a Kirksville (attualmente denominata A.T. Still University of Health Sciences) e proprio in quella sede diede la sua definizione di osteopatia: “L’osteopatia è la regola del movimento, della materia e dello spirito, dove la materia e lo spirito non possono manifestarsi senza il movimento; pertanto noi osteopati affermiamo che il movimento è l'espressione stessa della vita.” Morì nel 1917, ad 87 anni, anno in cui J.M. Little John, suo allievo, fondò a Londra la British School of Osteopathy e a Chicago l’American College of Osteopathic Medicine and Surgery, tuttora esistente, uno dei 16 College più importanti degli USA.


 
Studio Olmo - Filosofia dell'osteopatia
Filosofia

L’Osteopatia non è solo una Tecnica o una Terapia ma soprattutto una Filosofia che si applica al trattamento manipolativo così come alla chirurgia, all’ostetricia, alla medicina interna e a molte altre aree della medicina tradizionale. I principi osteopatici permeano tutti gli aspetti del mantenimento della salute, del trattamento e della prevenzione della malattia.

Una Filosofia si può definire come “chiedersi la natura delle cose, basandosi su ragionamenti logici piuttosto che su metodi empirici”.

Un Principio si può definire come “una regola o una legge riguardante il funzionamento dei fenomeni naturali o dei processi meccanici”. A differenza della filosofia, un principio può essere verificato con esperimenti ed analisi scientifiche. I punti che seguono vanno considerati come filosofie piuttosto che principi poiché essi sono basati su ragionamenti logici piuttosto che sperimentali. La medicina osteopatica prende in considerazione l’entità, ossia la persona, non concentrandosi solo sul fenomeno, ossia il sintomo. È una medicina olistica che ha alla sua base un grande supporto anatomo-fisio-patologico.

Principi fondamentali

Il corpo è un’unità. Come metodologia olistica (dal greco olos = tutto) l'osteopatia considera l'individuo nella sua globalità: ogni parte costituente la persona (psiche inclusa) è dipendente dalle altre e il corretto funzionamento di ognuna assicura quello dell'intera struttura, dunque, l'equilibrio psicofisico e il benessere.

Relazione tra struttura e funzione. La perfezione di ogni funzione è legata alla perfezione della struttura portante, se tale equilibrio è alterato ci si trova di fronte a una disfunzione osteopatica, caratterizzata da una zona corporea in cui è andata persa la corretta mobilità. L’organismo reagirà a tale disequilibrio creando delle zone di compenso e di adattamenti corporei non favorevoli al benessere generale dell’organismo.

Il ruolo dell’arteria è primario. Il movimento dei fluidi corporei è essenziale per il mantenimento della salute. Non si ha a che fare solo con il flusso arterioso ma con tutti i fluidi corporei. È attraverso questi sistemi di fluidi che vengono mediati i processi fisiologici, compresa l’immunità, la nutrizione e la disintossicazione, ognuno dei quali è essenziale per il mantenimento della salute.

Il corpo possiede meccanismi autoregolatori e auto-curativi. Il corpo lavora sempre nella direzione dell'omeostasi e possiede meccanismi per controllare la funzione corporea attraverso la mediazione ormonale e nervosa. L'integrazione di questi sistemi permette al corpo di raggiungere uno stato di equilibrio. Tuttavia, se si presenta una disfunzione, il corpo deve lavorare duramente per mantenere il proprio equilibrio e, a seconda del carico e dell'intensità della disfunzione stessa, esso mette in atto dei meccanismi di difesa e di compenso. Tale capacità è dovuta al fatto che il corpo lavora come un sistema tensegritivo, ovvero come l'intrinseca capacità di una struttura di auto stabilizzarsi.

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