FISIOTERAPIA 

La fisioterapia è una branca della medicina che approccia alla patologia del paziente (congenita o acquisita) con l’obiettivo di recuperare il suo stato di salute, ricorrendo a diversi metodi basandosi sulle condizioni del soggetto. Mira quindi al recupero o al ripristino dello stato di salute del paziente attraverso un approccio manuale, elettromedicale e/o neurocognitivo. Quando i meccanismi di riequilibrio fisiologici e spontanei del corpo vengono meno si determina una functio lesa che il fisioterapista cerca di riabilitare (laddove possibile).  Può, ad esempio, avvenire in seguito a una frattura, ad un intervento chirurgico o anche a episodi di infarto. In questi casi le abilità motorie o neurologiche del paziente vengono meno e risulta quindi indispensabile l’affiancamento di un fisioterapista specializzato per il recupero di tale funzione. 

Con il passare del tempo il fisioterapista ha cominciato a collaborare in equipe multidisciplinari private o pubbliche (strutture ospedaliere). Diventa, così, un riferimento diretto del medico, prendendo in carico il paziente sia in fase acuta, che post-acuta. Risultò quindi indispensabile allargare il proprio bagaglio delle competenze alla fisioterapia e al mondo della riabilitazione.

Nel 2014 il Dott. Tullio Stabile concluse un percorso di studi estremamente interessante. In quegli anni ebbe modo di scoprire e approfondire una metodologia di lavoro riabilitativo del tutto inedito ma che si integrava molto bene con l’approccio deduttivo osteopatico: l’approccio neurocognitivo. Per molti noto come “Metodo Perfetti” in realtà affonda le sue basi neurofisiologiche in tempi più remoti, quando il Dott. Lurjia insieme ad altri scienziati russi rivoluzionarono il concetto statico ed automatizzato del sistema nervoso centrale. Essi per primi riuscirono a comprendere i meccanismi di plasticità e di integrazione delle cellule nervose, paragonando il cervello a un’orchestra musicale perfettamente funzionante. Il singolo musicista suonando il proprio strumento e seguendo il proprio spartito riusciva ad essere in perfetta sintonia e armonia col resto dell’orchestra grazie al direttore d’orchestra. Mentre prima il cervello veniva diviso per compartimenti stagni e funzioni operative a se stanti (quasi del tutto immutabili), con Lurjia si è capito che ogni singolo musicista, se correttamente stimolato, può migliorare per sé stesso e per il gruppo, incrementando la funzione armonica. Quindi si può ben capire come gli orizzonti della neuroriabilitazione siano profondamente cambiati con questo approccio.

Tutto sta nel capire come stimolare bene la periferia per ottenere una modifica funzionale centrale e siccome il cervello governa la fisiologia corporea, attraverso il sistema nervoso e le sue comunicazioni, è facile pensare che questa metodologia si possa applicare alle diverse patologie corporee (es. patologie cardiache, patologie respiratorie, patologie reumatologiche e post operatorie).

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