Cari assistiti,

come spesso ho fatto notare, il diritto alla salute è un bene inalienabile dell’uomo e per questo motivo credo che noi sanitari abbiamo l’obbligo morale e professionale di garantire una continuità assistenziale ai nostri pazienti. A mio avviso, però, dobbiamo constatare che l’emergenza del Coronavirus rappresenta un punto essenziale e tutti noi siamo chiamati a fare la nostra parte.

È un atto di responsabilità evitare i contatti inutili ed è l’unico reale antidoto in nostro possesso per ridurre la sua diffusione. Non sono un epidemiologo, né uno statistico ma provo a tradurre concettualmente il quadro della situazione Coronavirus per i dati empirici che abbiamo a disposizione e a far luce sui motivi che mi hanno spinto a chiudere temporaneamente l’ambulatorio. Interpretazione dei dati empirici Dai dati emersi sembrerebbe non essere la letalità a preoccupare, bensì la sua capacità di propagazione e le conseguenze sulle vie respiratorie per i pazienti che hanno già problemi cronici importanti. L’Italia, tra le nazioni occidentali colpite, rappresenta uno dei campioni statistici più attendibili poiché è quella che ha effettuato in maggior numero di controlli (es. tamponi) e adottato provvedimenti socio-politici restrittivi. Nel nostro Paese sono 15.000 i casi di Covid-19 e soltanto il 9% della popolazione italiana colpita ha riportato conseguenze più serie (Figura 1). Il numero dei guariti (1.258) risulta essere superiore al numero dei casi critici ma questo dato, seppure positivo, non è sufficiente a farci tirare un respiro di sollievo e allentare la soglia di criticità e di emergenza.

Studio Olmo - I dati sul covid-19

Italia, monitor del mondo

Su questi dati incidono due aspetti importanti: la sanità e l’igiene pubblica. Il nostro Sistema Sanitario Nazionale grazie all’Articolo 32 della Costituzione (La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività) è una fonte inesauribile di assistenza. L’altro aspetto importante, su cui noi stessi possiamo fare tanto, riguarda l’igiene. Siamo uno dei paesi in cui il livello medio di igiene personale è più elevato; abbiamo un grande approvvigionamento idrico; gli scarichi dei nostri gabinetti utilizzano acqua potabile e utilizziamo accessori igienici sconosciuti ad altri paesi.


Questi elencati sono due aspetti essenziali che incidono in maniera determinante sulla salute della popolazione soprattutto in termini di aspettative e qualità di vita. La Cina, rispetto all’Italia, ha un’aspettativa di vita nettamente più bassa, 76,25 anni rispetto alla nostra 82,54 anni e le condizioni igieniche sono sicuramente più precarie delle nostre. Basti pensare che nel ranking della qualità della salute1 per popolazione l’Italia è al secondo posto (la Cina non rientra nelle prime 100 posizioni di questa classifica). Questi sono i motivi per cui l’intero Occidente sta monitorando attentamente le evoluzioni italiane. Tutti i nostri presidi, se si dovessero mostrare efficaci, verranno adottati dai protocolli sanitari mondiali. Data la diffusione planetaria del virus, l’OMS (WHO – Organizzazione Mondiale della Sanità) ieri ha dichiarato ufficialmente la Pandemia. Questo termine, che ha tanto allarmato gli italiani non addetti ai lavori, non ha nulla a che vedere con la gravità della situazione o la letalità del virus, ma fa intendere alle altre nazioni di provvedere restrizioni socio-saniterie importanti, atte a frenare la diffusione del virus. Basti pensare che fino ad oggi si stanno disputando incontri di calcio e manifestazioni pubbliche in tutto il resto dell’Europa.

Il contagio e la mia scelta

L’andamento statistico2 (affidabile) italiano ci fa capire quindi che il fattore-contagio risulta essere ancora importante. Il numero di nuovi contagiati (Figura 2) è passato da 977 (10 Marzo) a 2.313 (11 Marzo) e questo trend ancora non sembra appiattirsi al contrario di quello che sta avvenendo invece con i nuovi guariti.

Il motivo determinante che mi ha fatto optare per la chiusura temporanea dello studio riguarda il contagio. In Campania il trend (Figura 3) non sembra arrestarsi e, in realtà, a mio avviso ci sarà un boom nelle prossime 72 ore dato l’esodo di massa avvenuto domenica scorsa (il tempo di incubazione medio è di 6 giorni). È doveroso, nei vostri riguardi, l’attuazione di un mio provvedimento drastico in attesa di evoluzioni nelle prossime ore e soprattutto di dati epidemiologici attendibili. Chi mi conosce sa l’impegno che nutro nel rispetto delle regole e del prossimo ed ora è quanto mai indispensabile fare un passo indietro e restare a casa.

Studio Olmo | Il trend del covid-19

Il mio consiglio

1. Restiamo a casa.

2. Ascoltiamo notizie inerenti l’epidemia, massimo 30 minuti al giorno (preferibilmente al mattino, e solo da fonti ufficiali).

3. Non condividiamo sui nostri social e whatsapp notizie infondate, solo notizie di fonti ufficiali, quali Stato, Polizia e Protezione Civile.

4. Proviamo a fermarci.

5. Utilizziamo questo tempo per annoiarci.

6. Dopo la noia arriveranno nuove idee e nuova consapevolezza.

Tutti ci consigliano di fare, fare e poi fare. Fare qualcosa per ammazzare il tempo non è utile né costruttivo. Le nostre menti hanno bisogno di ritrovare freschezza e gioia interiore, il mondo che ci aspetta fuori è stato distrutto da nostri comportamenti avidi e menefreghisti. La gioia che avremo nel momento in cui tutto sarà finito potrebbe essere il carburante essenziale per realizzare ciò che ha prodotto la nostra noia di questi giorni. Riabbracceremo gli amici e coglieremo l’occasione per festeggiare con essi, ma durerà tutto molto poco se in questi giorni non abbiamo maturato una nuova consapevolezza. La gioia e l’amore si alimentano quotidianamente attraverso il sentire e non il fare.

Studio Olmo | Il Dott. Olmo e le precauzioni da Covid-19

Napoli meraviglia ancora

Una piccola doverosa parentesi per Napoli, da sempre oggetto di dibattiti. Nei momenti di emergenza si evidenzia sempre per le sue splendide caratteristiche e per l’ennesima volta la può ammirare il mondo intero. Il Dott. Paolo Ascierto, oncologo dell’Istituto Pascale di Napoli ha scoperto l’efficacia dell’utilizzo del farmaco tocilizumab contro il Covid-19 ed è stato inserito nei protocolli sanitari nazionali anti-Coronavirus. Questo farmaco verrà donato dalla casa farmaceutica gratuitamente ai malati gravi. Tutto quello che possiamo fare ora è riassunto da una frase di un altro celebre napoletano, Eduardo de Filippo, che nel film “Napoli Milionaria” ricorda invitando con saggezza e pazienza sua moglie e tutti quanti noi ad attendere fiduciosi: “Dobbiamo aspettare, adda passà a nuttata”

Un caloroso saluto a tutti voi,

Tullio

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Letture utili

https://www.wired.it/play/cultura/2020/03/09/coronavirus-david-quammen-spillover-intervista/

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Riferimenti Bibliografici

1 https://worldpopulationreview.com/countries/best-healthcare-in-the-world/

2 https://www.worldometers.info/coronavirus/country/italy/

3 https://www.youtube.com/watch?v=xsQRqbQYo-Q&authuser=1


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