Sebbene diversi autori nel corso degli anni abbiano dato una propria definizione, in ciascuna di esse è presente un concetto fondamentale che può essere così riassunto: l’osteopatia viscerale è quella branca della Medicina Osteopatica che studia la relazione tra gli organi interni (apparato cardio-respiratorio, digerente, urogenitale) e il sistema muscolo-scheletrico.

Gli organi e i visceri, all’interno del corpo umano, occupano una specifica posizione che consente loro di svolgere al meglio la funzione alla quale sono preposti. La distribuzione degli organi all’interno del corpo, la loro posizione, il loro orientamento nello spazio, il volume, la composizione, il contatto con altri organi vicini e la giusta lubrificazione sono fondamentali per il corretto funzionamento e, naturalmente, per mantenere lo stato di salute di tutto l’organismo.

Le perturbazioni interne o esterne, però, possono comportare una variazione di volume, densità, forma, posizione e movimento degli organi e dei visceri, che va sotto il nome di lesione osteopatica viscerale. Mediante diverse procedure di palpazione è possibile identificare e riconoscere queste lesioni (Glenard & Stapfer).

Uno degli studiosi che, più di altri, in questi ultimi vent’anni ha rivisto il concetto di Osteopatia viscerale è il francese Jean Pierre Barral. Egli, dopo aver esplorato la manipolazione dello stomaco con numerosi pazienti, e aver registrato, assieme al radiologo Sergè Cohen, i cambiamenti di posizione, di movimento, di scambio di fluidi e di evacuazione che si verificavano nei pazienti sottoposti a manipolazioni, verificò l’esistenza di un effettivo collegamento tra la manipolazione viscerale e il benessere del sistema muscolo scheletrico, giungendo, infine, a definire le tecniche di manipolazione viscerale.

Con questo approccio, però, non è l’organo in sé ad essere trattato, ma tutto quello che circonda l’organo stesso, tenendo sempre presente il ritmo con cui ogni esso funziona e si muove all’interno dell’apparato considerato. In condizioni di equilibrio ciascun organo e viscere compie un movimento ritmico indotto (passivo) che permette l’omeostasi e la salute del sistema. Tale movimento tiene conto di due elementi: mobilità e motilità. La mobilità rappresenta il movimento più ampio ed è condizionata dalla pressione interna all’organismo, dalla tensione dei diaframmi e dalla tensione tra legamenti ed organi. La motilità rappresenta l’attività intrinseca dell’organo ed è influenzata da due movimenti: l’espirazione, che attrae l’organo verso l’asse mediano del corpo, e l’inspirazione, che lo allontana.

L’osteopatia viscerale interviene proprio con l’obiettivo di ripristinare il corretto movimento e l’equilibrio degli organi interni, riconducendo l’individuo ad uno stato di salute ottimale. Occorre inoltre considerare che l’entità funzionale umana dovrà far fronte a tre grandi forme di aggressione:

-Diretta: cadute, colpi, sforzi, microtraumi.
-Igiene vitale: squilibrio nutrizionale, squilibrio delle alternanze lavoro-riposo, sostanze chimiche ed altri
-Psicologica: shocks morali ed affettivi.

Questi traumatismi, in funzione della loro intensità, della loro frequenza e durata potranno lasciare un’impronta reversibile o meno. Tale impronta non sarà obbligatoriamente oggettivata da un sintomo, ecco perché l’Osteopatia non può in nessun caso adottare un ragionamento sintomatico ma deve cercare di comprendere la “Patogenesi Osteopatica” che obbliga l’organismo a squilibrarsi, vale a dire ad esprimersi.

Riferimenti Bibliografici

Dr. Riccardo Desideri – Bologna - D.O. (M.R.O.I.) - M.A. Newport University (U.S.A.) Docente Collegio Italiano di Osteopatia di Bologna

BARRAL, J.P. “Manipulations viscerales” Vol. 1 e 2. Maloine Editore. Parigi

BARRAL, J.P. “Appunti 1° - 2° - 3° Corso di Manipolazione Viscerale” tenuto da J.P. Barral D.O.

WEISCHENCK, J. “Trattato di Osteopatia Viscerale” Marrapese Editore. 1982

WILLIAMS & WILKINS ED. “Foundations for Osteohathic Medicine” American Osteopathic Association

 


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