CranioSacrale
Relazione Cranio Sacrale

L’osteopatia detta craniale si definisce tale poiché si avvale di tecniche che agiscono sulla struttura e sul liquido che circonda il sistema nervoso centrale, sfruttando la mobilità e motilità cranica. Attraverso particolari abilità e specifiche tecniche osteopatiche è possibile “sentire” quell’impercettibile movimento ritmico che è presente in tutti i tessuti del corpo, chiamato movimento involontario.

Anche il cranio, composto da 26 ossa unite tra loro, grazie alla sua mobilità può realmente adattarsi al movimento involontario del cervello che protegge al suo interno. Il termine "osteopatia craniale" risulterebbe improprio qualora fosse considerato uno specifico trattamento a sé stante; bisogna infatti ricordare che l'osteopatia è una scienza olistica che considera l'essere umano nella sua globalità, e che pertanto non esistono specialità osteopatiche.

Mangia Bio
Bionutrizione

La Bionutrizione è una tecnica che opera a livello olistico studiando e sviluppando strategie per raggiungere e/o mantenere la salute ed il peso ideale, in tutti i casi in cui si altera il rapporto con il cibo.
Per olistico si intende l’idea che l’uomo e il suo organismo sono un’entità non divisa, in cui le varie parti costituenti i nostri organi, gli arti, ecc. integrate tra di loro, costituiscono un tutt’uno che è superiore alla somma delle singole parti messe insieme. 
Le statistiche dimostrano che più del 5% dei ragazzini in età scolare soffre di difetti di peso e questa percentuale, progressivamente, cresce con il passare degli anni, fino all’età matura, in cui la media si aggira attorno all’40%, forse di più.

Oggi è diventato angosciante non avere una linea perfetta: la gente spesso si rifugia nei farmaci, in interventi estetici o altro, squilibrando lo stato psicofisico perché non intervengono sulla causa ma sul semplice effetto.

Dolore acuto
Dolore acuto

A tutti capita, anche abbastanza spesso, di percepire un dolore più o meno acuto in una qualsiasi parte del corpo; le prime soluzioni che ci vengono in mente, in questi casi, sono i rimedi casalinghi, a lungo tramandati, o le reminiscenze delle campagne pubblicitarie.

Ma come si gestisce realmente un dolore acuto e, soprattutto, quando è necessario realmente allarmarsi?

Capire con tempestività la natura del dolore acuto permette di utilizzare il giusto provvedimento, velocizzando i tempi di recupero e, cosa più importante, evitando danni peggiori. L’obiettivo di questo articolo è quello di sintetizzare alcuni concetti chiave che possono essere ricordati ed utilizzati facilmente.

Il dolore acuto, generalmente, deriva da un danno tissutale in loco o anche a distanza. Possiamo pertanto classificare il dolore in due grandi categorie: muscolo-scheletrico e viscero-riflesso.

Il dolore muscolo-scheletrico solitamente si verifica nel luogo della lesione; ad esso si aggiunge un processo di infiammazione che altera l’equilibrio vascolare e chimico della zona. Questo squilibrio rende i nocicettori (recettori nervosi del dolore) più sensibili agli stimoli fisici pressori e/o termici. Il dolore, di conseguenza, permane fino a quando non si ha la riparazione completa del danno.

intestino
Intestino

Scritto da Gianluca Francese

L'intestino è detto anche «secondo cervello»: spesso, infatti, ci avverte che qualcosa non sta andando per il verso giusto prima ancora che ce ne accorgiamo. «Spia» di emozioni e stati d'animo, il ruolo centrale dell'intestino in particolare nella regolazione della felicità è stato messo in evidenza da un recente studio pubblicato su Molecular Psychiatry dai ricercatori dell'University College Cork (Irlanda), secondo cui i batteri intestinali che si sviluppano durante la primissima infanzia sono responsabili, niente di meno, dello sviluppo della felicità.

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Iniezione Mesocutanea

COS'E' 

La Neuralterapia secondo Huneke consiste nell'iniezione di anestetici locali (quali p.es. procaina, lidocaina o altri piu' recenti) nella pelle o sotto la pelle (intracutanea o sottocutanea), nei muscoli (intramuscolare), tra le giunture o altri organi, ma anche in alcuni punti nevralgici (come cicatrici) allo scopo di eliminare focolai e centri di irritazione o con lo scopo di riattivare circuiti di regolazione disturbati, al fine di guarire molteplici malattie.
È una tecnica di medicina complementare usata nella cura di dolori cronici e di molte altre patologie.

 

MODALITA' TERAPEUTICHE

Le modalità terapeutiche sono due:

  • la terapia segmentale, che utilizza tecniche di stimolazione periferica sulla struttura patologica
  • l'eliminazione del cosiddetto campo di disturbo , in tedesco "Störfeld", che può essere anche molto distante dalla struttura patologica, o non necessariamente correlato metamericamente ad essa. I più frequenti campi di disturbo sono le cicatrici.
Omeopatia
Omeopatia

L’omeopatia, dal greco omòios (simile) e pathòs (sofferenza), è un metodo di cura che utilizza medicinali a dosi estremamente diluite o infinitesimali basandosi sull’applicazione del principio di similitudine secondo il quale i medicinali possono guarire soltanto le malattie analoghe a quelle che gli stessi hanno la capacità di causare nell’uomo sano.

NASCITA

L’omeopatia nacque alla fine del 1700 per merito del medico Samuel Hahnemann che cercò di sviluppare una medicina meno aggressiva. Il principio di similitudine era conosciuto fin dai tempi di Ippocrate. Ippocrate infatti, a fianco del contraria contraris curentur, enunciava il similia similibus curentur utilizzando ad esempio basse dosi di Helleborus Niger, sostanza ad attività emetica, per curare il vomito.

 

Osteopatia nella crescita
Fasi della vita

I Pazienti in età pediatrica costituiscono, per l’Osteopata, una categoria privilegiata dal momento che i trattamenti più utili ed efficaci, per permettere all’organismo di raggiungere l’equilibrio, sono proprio quelli sui pazienti in giovane età.
Nei primi anni di vita l’organismo possiede caratteristiche di duttilità notevoli e sicuramente non ha ancora sviluppato adattamenti limitativi ai traumi ed alle lesioni, motivo per cui è estremamente predisposto alla manipolazione correttiva.  Per questi motivi intervenire sul paziente giovane è utile soprattutto per prevenire eventuali disfunzioni.

Postura scorretta e postura corretta a confronto

Con il termine postura si intende la posizione del corpo nello spazio e la conseguente relazione tra i suoi segmenti corporei. La postura può essere suddivisa in 3 macro sezioni, comprendenti al loro interno ulteriori suddivisioni: in stazione eretta (monopodalica o bipodalica), da seduto, in decubito (prono, supino, laterale). La corretta postura può definirsi sinteticamente come la deformazione coerente della gravità, in altre parole la corretta postura altro non è che la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio per attuare le funzioni antigravitarie con il minor dispendio energetico possibile, sia in deambulazione che in stazionamento; ad essa vengono a concorrere vari fattori (neurofisiologici, biomeccanici, emotivi, psicologici e relazionali).

Mente-Corpo
La mente ha forte influenza sul corpo

NASCITA

Verso la fine degli anni ‘70 un osteopata americano, J.E. Upledger, dopo numerose ricerche ideò un particolare approccio osteopatico a cui diede il nome di rilassamento somato emozionale. Secondo Upledger, ogni trauma psichico o fisico viene assorbito da specifiche aree del corpo, nelle quali viene poi trattenuto grazie alla capacità di memorizzazione intrinseca che posseggono tutti i tessuti; tali tessuti di conseguenza esprimeranno un insieme di sintomi tra cui, molto spesso, il dolore.

Attraverso il processo del rilassamento somato-emozionale, è possibile intervenire su questi tessuti tramite opportune induzioni tattili supportate a volte da induzioni verbali, liberandoli dalle ritenzioni emotive in essi contenuti.

Osteopatia Viscerale
Osteopatia Viscerale

Sebbene diversi autori nel corso degli anni abbiano dato una propria definizione di osteopatia viscerale, in ciascuna di esse è presente un concetto fondamentale: “l’osteopatia viscerale è quella branca della Medicina Osteopatica che studia la relazione tra struttura e funzione, tra gli organi interni (apparato cardio-respiratorio, digerente, urogenitale) e il sistema muscolo-scheletrico.”

ORIGINI

Le prime notizie storiche su un trattamento di osteopatia viscerale le ritroviamo nel trattato Filosofia della Osteopatia di A.T. Still (1828-1919) fondatore della Medicina Osteopatica. “…Il mio primo trattamento osteopatico dell’appendicite risale al 1877, scoprii in una paziente una torsione laterale delle ossa lombari, effettuai la correzione, rimontai gli intestini, tutto andò bene.”. Nella stessa epoca in Francia F. Glenard presentava uno studio dettagliato dei visceri addominali e proponeva diverse metodiche d’esame suscettibili di mettere in evidenza una disfunzione organica, probabilmente fu il primo che concepì il concetto di dinamica viscerale, e diede gli assi di mobilità del fegato. Stapfer e Brunel estesero la loro ricerca in ambito viscerale per quanto riguardava l’apparato urogenitale. J. Weischenck fu il primo che cercò di inserire il concetto di Osteopatia viscerale in accordo con quelli che sono i principi e le leggi della meccanica articolare vertebrale (H.H. Fryette).

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Qigong

ORIGINE E DEFINIZIONE

Il Qigong è considerata una ginnastica dolce, ma è molto di più, è uno strumento di conoscenza di sé e di miglioramento della propria salute. L’arte del Qigong ha radici che affondano nel passato, la sua nascita si deve sicuramente alla perseveranza di grandi personaggi (Taoisti, Buddisti, Confuciani, ecc.) i quali, da sempre dediti alla ricerca interiore e alla comprensione della vita, riuscirono ad intuire e creare questa meravigliosa disciplina. Appartiene al pensiero medico cinese, secondo il quale corpo e mente, materia e spirito formano un insieme inseparabile, ed insieme all’agopuntura, moxibustione, dietetica cinese, fitoterapia, tuina si occupa di considerare l’uomo come l’espressione delle sue energie fisiche e psichiche, analizzandone tanto i fattori fisiologici, quanto quelli emozionali.

Rebirthing

Guarire dall’ansia e dagli attacchi di panico è possibile attraverso l’uso consapevole del respiro circolare, detto rebirthing.

Smettere di mangiare per qualche giorno è benefico per la salute, senza bere è scientificamente provato che si può resistere fino a 14 giorni ma smettere di respirare porta alla morte dopo pochi minuti! Da questa semplice costatazione si può dire che il respiro è vita e che migliorando il proprio respiro si migliora la propria vita!

Se il respiro è così strettamente legato alla vita significa anche che gli eventi e le emozioni della vita influiscono su di esso, precisamente bloccandolo nel caso di emozioni spiacevoli come la paura, l’ansia, traumi, apprensione e molte altre. In effetti il respiro non solo subisce dei cambiamenti durante gli eventi spiacevoli che restano memorizzati nelle cellule del corpo, ma può essere usato consapevolmente proprio per liberarsi dalle memorie cellulari di tali eventi. Se è vero che la paura blocca il respiro è vero anche che sbloccando il respiro tramite la disciplina del rebirthing, si sbloccano e si dissolvono le paure che lo avevano inibito!

sclerosi Multipla
Sclerosi multipla

NUOVI ORIZZONTI CON L'APPROCCIO OSTEOPATICO

La Sclerosi Multipla è una malattia cronica/degenerativa di difficile diagnosi dato il grande e variegato numero di sintomi. Coinvolge più di 1 milione di persone nel mondo; il più grande studio di Epidemiologia mondiale fatto su questa sindrome (Oms  e Msif)  riporta che dal 2008 al 2013 c’è un sensibile aumento di nuovi casi annui. La sua evoluzione è incostante e ciò rappresenta una “spada di Damocle” per i pazienti che ne sono affetti poiché ci sono momenti in cui è totalmente asintomatica e altri momenti in cui si acutizzano sintomi che compromettono seriamente la qualità della vita del paziente. Ciò coinvolge sicuramente lo stato emotivo che spesso presenta ansia e depressione cronica.  Accanto a queste alterazioni psico-emotive si sviluppa un senso di fatica muscolare e respiratoria che compromette ulteriormente lo stato del paziente, già di per sé complesso.  

Sovraspinoso
Sovraspinoso

Letteratura scientifica

La letteratura scientifica classica ci riporta che tale sindrome è un processo degenerativo e/o infiammatorio a carico del muscolo sovraspinoso. Tale muscolo fa parte della cuffia dei rotatori della spalla e partecipa ai movimenti di abduzione (ovvero allontanamento del braccio dall’asse centrale del corpo) e di rotazione esterna del braccio. I pazienti che manifestano tale sindrome hanno difficoltà quindi a muovere il braccio, soprattutto nei primi gradi di movimento, e manifestano dolore localizzato sul vertice della spalla. La tipicità di tale sindrome è l’incremento del dolore notturno. Le cause scatenanti sono da ascrivere ad overuse e gesti overhead. Per overuse si intendono tutti quei movimenti ripetitivi che sollecitano costantemente tale muscolo e in particolare i movimenti overhead. Questi ultimi sono movimenti tipici degli sportivi come nel “servizio” del tennista o nel pallanuotista. Riguardano spesso anche i non sportivi come le casalinghe o gli imbianchini.

CranioSacrale

Un’esperienza unica si è appena conclusa. Probabilmente alimentata dalla Bora triestina è volata tutta d’un soffio. In soli cinque giorni si sono condensati rocamboleschi eventi che mi hanno permesso l’approdo in terra friulana. Data la concomitante presenza di Wimbledon, sono stato incerto fino all’ultimo sulla partecipazione al corso di Craniosacrale.

Il suo fondatore, Upledger, rappresenta l’emblema di un cambio di prospettiva nel mondo osteopatico. Da medico e osteopata si è sempre interrogato sui limiti della sua pratica clinica e di quanto l’esecuzione tecnica manuale possa incidere positivamente ai fini terapeutici. Le sue ricerche hanno portato a snellire molto la stratificazione e l’autocrazia del mondo terapeutico osteopatico. Probabilmente è per questo che ancora oggi la tecnica craniosacrale trova difficoltà di integrazione con l’osteopatia.

Probabilmente la tipologia di apprendimento induttivo aveva stancato lui, così come aveva saturato me. Ci sono voluti sei anni prima che aprissi la mente di nuovo ad un apprendimento pratico di qualcosa di scientifico. L’interruzione di questa intolleranza è avvenuta proprio a Trieste in questi giorni.

Terapie Osteopatiche
Osteopatia

L’osteopatia è una terapia complementare alla medicina classica, che si avvale di un approccio manuale per la diagnosi e il trattamento, incentrando la sua attenzione sulla salute dell’individuo piuttosto che sulla malattia.

Qui di seguito riportiamo un estratto del libro Still and Osteopathy before 1900 (di Latey P. 1990) in cui l'autrice da una definizione completa dell'osteopatia, con l'intento di rendere chiara, ma al contempo breve l'essenza stessa della disciplina.

CTS
Carpal Tunnel Syndrome (CTS) 

LETTERATURA SCIENTIFICA

Secondo la letteratura scientifica classica la Sindrome del Tunnel Carpale (CTS) è dipesa da una compressione cronica del nervo mediano a livello del polso(1). Il tunnel, formato dalle ossa del carpo e il legamento trasverso che vi passa a ponte, è attraversato da varie strutture anatomiche fortemente adese tra di esse. Si capisce bene come una variazione cronica di pressione (es. ipertrofia dei tendini flessori, infiammazione tendinea, traumi contusivi) a quest’altezza possa determinare uno stato compressivo a carico del nervo stesso(2)

Il nervo mediano originato dalle radici spinali delle vertebre cervicali (C5-T1), fa parte del plesso brachiale, ovvero quel gruppo di nervi che attraversano il braccio. La sua funzione è duplice, motoria e sensitiva, e una sua compromissione cronica può condizionare la sensibilità dei segmenti cutanei del braccio che esso attraversa e la capacità contrattile dei muscoli con i quali prende contatto.

Percorso